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Racconti Erotici

un viaggio Inaspettato

premetto che il racconto che mi accingo a condividere con voi amici è successo appena 2 giorni fa…
finalmente io e mio marito siamo riusciti a prenderci le agognate ferie e quasi come tutti gli anni andiamo qualche giorno a casa mia in romania…prewferiamo sempre farci il viaggio in macchina tranquilli e fermarci dove vogliamo e quando vogliamo senza fretta…
solitamente preferiamo prendere l autostrada fino in austria e una volta entrati a Villach in Austria decidiamo quale tragitto fare fra i paesini e goderci un po il paesaggio…
questa volta appena arrivati in ungheria ci fermiamo al primo autogrill,decidiamo di riposarci un po per qualche ora prima di continuare…sono le una di notte…l autogrill è poco affollato a quell ora qualche autotrasportatore e viaggiatore come noi che si prende un caffe prima di ripartire
Mio marito va alla cassa per pagare la tassa stradale mentre io giro senza interesse fra i scaffali…quando noto un uomo che mi fissa con la coda dell occhio…faccio finta di nulla ma lo tengo d occhio cercando di non farmi notare.
Mi dirigo verso il bagno delle signore divertita dalla situazione…mi do una rinfres**ta e maliziosamente mi scosto leggermente in giu la canottiera scoprendo un po lo spacco dei miei seni…sono vestita comodamente con una tuta e una semplice canottiera attillata per il viaggio ma so che anche quel piccolo gesto farebbe un altro effetto…esco per andare incontro a mio marito e mi trovo l uomo in fila nei corridoi delle toilette…ci scambiamo uno sguardo fugace ma prima che abbassi gli occhi sulle tette gli accenno un sorriso…
Esco a fumare una sigaretta con mio marito e gli accenno la scena e gli faccio capire di quale persona sto parlando…
Ad essere sincera è un bell uomo..attempato sarà sulla cinquantina, ma un bell uomo…brizzolato un viso smussato con lienamenti duri e ben piazzato…ù
Mentre siamo li fuori ci accorgiamo che si sta prendendo una sigaretta e nell uscire si ferma accanto a noi con la scusa del posacenere li vicino…ci scambiamo tutti e tre un saluto e iniziamo a parlare del piu e del meno…scopriamo che sta andando a Timisoara per caricare il camion dopo aver fatto una consegna vicino Treviso…che e sposato con due figli e che fa questa vita da sempre…gli raccontiamo a nostra volta un po di noi giusto per educazione..
Ci da l impressione di essere un uomo onesto e educato..cosi tra una parola e l altra ci diciamo che avremo fatto la stessa strada almeno fino al confine…
Ci rendiamo conto che era passata intanto una mezz’oretta cosi salutandoci ci avviamo verso la nostra auto…in macchina mio marito mi dice subito che continuava a cadergli lo sguardo sulla mia scollatura mentre parlavamo e che sapeva che avevo fatto apposta per provocarlo…
“ sei proprio una porca cazzo”…iniziammo a scherzarci su e fra una battuta e un’altra gli chiesi:
-Ti va di provocarlo ancora di piu…questa situazione inizia a intrigarmi
Lui mi guardo sorridendo e io sfoggiai lo sguardo da porca che lui conosce molto bene…
-come vuoi fare
-parcheggiamo in una zona di sosta
-e poi?
-e poi lo facciamo guardare
-se poi gli viene voglia di intromettersi…se non gli basta guardare…giustamente fra l altro…
-saremo chiari..gli diremo di stare vicino al suo camion…se gli sta bene cosi bene senno non se ne fa nulla…lo so che ti piace l idea…lo vedo
gli afferrai l uccello sotto la tuta e come prevedevo era gia eretto…tutta quella situazione mi stava eccitando…non l avevamo mai fatto prima…ci siamo fatti guardare da sconosciuti qualche volta in cam ma nient altro…sapere che c era un uomo che mi guardava e desiderava mentre mi facevo fottere da mio marito mi mandava il sangue alla testa…
in prossimità della prima piazzola rallentò aspettando che il camion si avvicinasse in modo che riconoscesse l auto…attaccò le 4 freccie e girò…
La piazzola era piuttosto grande circondata da alberi qualche tavolo un gabinetto schifoso e pochi lampioni..il posto perfetto…il camionista parcheggio vicino alla nostra auto coprendola al poco traffico notturno..perfetto pensai…
scendemmo tutti e tre quasi insieme e ci chiese subito se fosse successo qualcosa…
mio marito mi abbraccio intorno al collo facendo cadere una mano sul mio seno…
Gli dissi che sarebbe potuto succedere qualcosa a patto che se ne restasse fermo li dov’era..
aveva uno sguardo allibito povero ma sapevo che qualcosa iniziava a intuire…non disse nulla ma fece cenno di si con la testa…
a quel punto mi ritrovai la mano del mio uomo fra le tette e in un momento abbasso la canottiera scoprendo i miei seni stretti nel reggiseno…non persi tempo e gli infilai una mano nei pantaloni…la situazione lo eccitava e il suo membro era rigido come nelle migliori occasioni…
L’uomo aveva uno sguardo scioccato e l unica cosa che fece fu lanciare un imprecazione…
spinsi a sedere mio marito sul cofano dell auto e guardando il camionista in faccia mi inginocchiai…
diedi un piccolo morso al cazzo duro attraverso i pantaloni poi gli abbassai tutto facendolo uscire…lo afferrai con una mano e andai a baciargli le palle…
L uomo inizio a tenersi il pacco e fra un imprecazione e l altra continuava a ripetere che non ci credeva…
iniziai a salire con la lingua lungo tutta l asta fino alla cappella per poi tornare giu…lanciai uno sguardo da zoccola al poveretto..
-forse e meglio se lo tiri fuori
gli dissi sorridendo, mio marito si godeva tutta la scena appoggiato sul cofano..l uomo si guardo attorno poi si slaccio i jeans e tiro fuori un cazzo di decenti dimensioni..era duro e con la cappella gia bella in vista…se lo strinse in mano e mi disse che una cosa cosi non gli ricapiterà mai più…
Io gli diedi ragione e senza torgliergli gli occhi di dosso feci scivolare le mie labbra attorno al cazzo di mio marito…mi sentivo completamente andata…iniziai a fare su e giu lentamente mentre con le mani mi toccavo i seni…mentre pompavo guardai a mio marito che era estasiato…mi piaceva vederlo cosi eccitato cosi mi dissi che sarebbe stato il pompino piu porco che gli avessi mai fatto…presi l asta in mano e iniziai a sbattermi la cappella sulla lingua..me lo rimisi in bocca e scesi piu possibile fino a risalire lentamente baciandogli la punta…lo pompai per circa un minuto cercando di succhiare ogni volta che risalivo con la bocca…mi sentivo una perfetta porca…sentivo il camionista che nel frattempo mi incitava dandomi della porca, della troia,della pompinara…me ne disse di cotte e di crude ma non mi dispiaceva…ero eccitata e volevo solo farli impazzire entrambi….
Sentivo mio marito sempre piu affannato cosi mi infilai il suo cazzo sotto il reggiseno e lo feci scivolare fra i miei seni…guardai in faccia l uomo che si masturbava affannato e strinsi le braccia per far si che le mie tette avvolgessero l uccello di mio marito…lui inizio a muoversi lentamente sentivo quella verga bollente scivolare sui miei seni e decisi che era il momento di farli venire…abbassai la bocca sulla cappella e iniziai a succhiarla e leccarla ..mio marito si fermo…strinsi ancora di piu le tette per tenerlo fermo e succhiai fino a farmelo venire in bocca….lo lasciai colare sul mio corpo…li sentivo ansimare entrambi
Il camionista a quella vista esplose venendo e dandomi della troia continuamente…
Lo vidi con ancora l uccello in mano ormai non piu eretto come prima ..e mio marito che mi sorrideva
-sei stata davvero porca stavolta devo dargli ragione…
Erano entrambi soddisfatti ma io ero eccitata…mi sarei fatta sbattere anche subito ma mi trattenni…avevo soddisfatto quella mia fantasia e era ora di andare…
Mi dissi che appena arrivati a casa gli sarei saltata addosso e ripensando a tutto avrei perso la testa…
Ci salutammo fugacemente e partimmo lasciandolo li vicino al suo camion…
Lo sentii solo dire che eravamo due matti e forse ha ragione….

Ora spero che la nostra piccola avventura vi piaccia…forse mi sono dilungata troppo ma volevo essere precisa..
In fin dei conti è la nostra prima storia che decidiamo di pubblicare
Un bacio a tutti

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nel negozio di costumi

Avevamo trovato un alloggio poco distante dalla spiaggia in una località rinomata della Romagna Il residence era in una via laterale con pochi negozi. Tra questi c’era uno particolare era piccolo una vetrina con esposti micro bikini, mini-string, scarpe con zeppe a tacchi alti, e micro abiti insomma il genere di abbigliamento che si trova nei sexy shop e da vera porca come piacciono a mè.
Il venerdì sera ci fermammo a guardare la vetrina dentro si intravedeva una signora sulla cinquantina e un ragazzo di colore sui trent’anni .. decisamente carino… eravamo con Mirko nostro figlio e non entrammo. Il mattino seguente mi accorsi che avevo portato solo un costume e neanche un perizoma, in spiaggia guardavo con invidia chi lo sfoggiava, io ero con quel costume casto e non era proprio da me. Dopo pranzo tornando al mare, provammo a passare davanti a quel negozio sperando di trovarlo aperto.. la via era deserta erano le due del pomeriggio e tutti erano in spiaggia o nelle camere al fresco dell’aria condizionata a dormire, arrivati davanti alla vetrina del negozio la delusione nel leggere il cartello con gli orari, era chiuso, guardai dentro la luce era accesa e da dietro una tenda spunta il ragazzone alto muscoloso e nero che avevo intravisto la sera precedente., Provo a suonare, la porta fa clac e si apre, io con fare da gatta morta gli chiedo se posso dare un’occhiata, lui ci fa entrare. Era decisamente bello indossava una maglia aderente e dei boxer nei quali si intuiva un bel biscione nero come piace a me.. subito mi sono messa a civettare il negozio era di due locali, noi ci trovavamo nel locale che si vedeva dalla vetrina e dietro la tenda si intravedeva un secondo locale, guardo i costumi esposti nei manichini, ma non vedo quelli della vetrina, glieli chiedo e mi dice sorridendo che la collezione micro string ecc.. sexy scarpe vestiti e accessori è nell’altro locale, e ci indica il cartello VM 18 anni per accedervi.. anche se Mirco è quasi maggiorenne, dissi a mio marito e a mio figlio di iniziare ad andare in spiaggia tanto si stavano annoiando e non volevo portargli via altro tempo..aggiunsi almeno io resto a provarli senza fretta.. dissi ammiccando un sorriso al ragazzone, mio marito si girò subito per uscire Mirco si capiva invece che era curioso di sapere cosa ci fosse dietro la tenda.. ma il padre lo richiamò.. uscirono la porta si richiuse elettricamente alle loro spalle.. varcai la tenda e mi ritrovai in un locale di cinque metri per cinque.. c’è una poltroncina rossa di pelle, degli espositori con i costumi esposti nei contenitori con tanto di foto delle modelle che li indossano, poster alle pareti uno scafale con scarpe e stivali con tacchi altissimi e zeppe, uno stand con lingerie da sexy shop, e una vetrina con vibratori giochi vari manette, falli di lattice di tutte le forme e dimensioni, ecc., guardo i costumi sullo stendino, scelgo alcuni da provare, il ragazzo si scusa perché il camerino è ingombro di s**toloni e non è utilizzabile e mi indica il camerino dell’altro locale, io gli dico che non mi faccio problemi a provarmeli anche li.. siamo al mare chissa quante donne nude vede in certe spiagge e scherzo, io indosso un pareo e sopra ho solo una canottiera che mi tolgo appoggiandola sulla poltroncina rimanendo a seno nudo.. provo solo il reggiseno tanto il perizoma va sempre bene.. alcuni sono da vera porca, civettavo me li sistemavo davanti al commesso ne provavo alcuni così piccoli che strabordava tutto il seno.. il ragazzo guarda e mi aiuta nel passarmi i vari capi.. io ogni tanto guardo i boxer del ragazzo si nota un certo gonfiore segno che lo spettacolo che stò offrendo gli fa un certo effetto, e lo vedo imbarazzato quando gli chiedo di aiutarmi a sistemare il reggiseno.. era chiaramente eccitato ma non sapeva cosa fare in fondo mi ero presentata con marito e figlio.. ormai erano venti minuti che gli mostravo le tette tra un reggiseno e l’altro.. scelsi due costumi.. in uno stendino c’erano dei micro abiti.. gli chiesi di provarne.. mi infilai un micro abito, era oscenamente scollato, lo slip del costume mi segnava l’abito.. da troia navigata mi sfilai lo slip.. adesso si che mi cade bene sul sedere non trovi? Dissi al nero che guardava compiaciuto.. lui sorrise..e “ lo provi con delle scarpe, seduta sulla poltroncina calzai delle scarpe con zeppa e tacchi altissimi poi un defilé sculettando fino a una vetrinetta “ bello questo esclamai davanti a un bustino di pelle nera, “ lo provi “ mi sfilai l’abito rimanendo nuda solo con le scarpe, indossai il bustino facendomi aiutare.. mi stringeva la vita lasciandomi fuori le tette, mi guardai allo specchio, ero proprio una troia da film porno messa giù così, sculettando sui tacchi andai incontro al ragazzo che stava sistemando alcuni oggetti nella vetrinetta, ormai fradicia e senza ritegno, da oltre quaranta minuti stavo sbattendo in faccia le mie tettone a quel ragazzone con quel biscione nero nei boxer che desideravo tanto.. guardai un fallo di lattice dalla vetrinetta e dissi: ne sto cercando uno nero di pelle… molto realistico ne avete? …” nel dirlo mi rendevo conto che sono proprio ninfomane… lo cerca nero disse sorridendo.. si nero realistico e sorrido passandomi la lingua tra le labbra lo avete? …. lui si abbassa i boxer.. mi guarda e mi dice è abbastanza realistico? Resto in ammirazione a un cazzo stupendo è ancora moscio ma ha una cappella enorme.. mi sembrava di sognare…davanti a me un ragazzo bellissimo e un cazzone nero da sogno….e mi stava chiedendo di fargli un pompino… Volevo gustarmelo con tutta calma,e volevo stare anche comoda….da vera troia!! Mi siedo sulla poltroncina e lo faccio avvicinare Mi misi a guardarlo mentre ero seduta quasi stregata da quel grosso affare, poi gli dico :”dio hai un cazzo stupendo…mmmhh…guarda che meraviglia…. Apro le labbra,ed inizio con dolcezza lentamente a leccargli il pube,gli passo la punta della lingua ben insalivata sul pube e sull’inguine,con delicatezza e dolcezza mi assaporo cm. dopo cm. la pelle color ebano che eccitatissimo mi sventolava quel grosso cazzone duro e dritto davanti agli occhi. Avevo deciso che volevo farlo davvero eccitare al punto estremo, e ci stavo riuscendo molto bene! Continuo a leccargli il pube ancora un pò,poi passandogli la lingua tra i peli all’attaccatura del membro inizio finalmente a leccarglielo. Gli passo delicatamente la lingua lungo l’asta,lasciandogli una scia di saliva,impugnando con una mano la base dell’asta,mentre il resto me lo leccavo dolcemente cm. dopo cm. con raffinatezza,mi gustavo quel grosso coso come una vera troia affamata di cazzo. Dopo averci giocato un po’ con la lingua,gli sfilo i boxer facendoli scivolare fino ai piedi, e poi finalmente comincio ad aprire per bene le labbra…..ed inizio ad ingoiare quel grosso membro. Volevo godermelo senza l’impedimento dei boxer, così avevo accesso a tutta la virilità dello splendido ragazzo che mi stava davanti. Avevo la bocca spalancata ma era talmente largo che non riuscivo a gustarmelo tutto,ne avevo preso in bocca solo poco più della metà. La lingua l’avevo appoggiata alla parte di sotto del grosso cazzo, le labbra lo sostenevano delicatamente,ed io con un delicato e dolce su e giù con la testa avevo cominciato a farmelo scorrere lentamente tra le labbra,mugolando per il piacere che provavo nel fare quello stupendo pompino. L’asta era lucida,venosa, turgida, e tremendamente ingrossata da quel massaggio strepitoso. La saliva lubrificava il cazzone…che mi scorreva con dolcezza tra le labbra…io le stringevo appena un pò…per darle piacere e per fargli sentire la mia calda bocca intorno alla cappella….godeva si vedeva…ed io da morire insieme a lui…In quei momenti mi sentivo proprio una gran troia..una vera professionista del pompino mi avrebbe dato della maestra..e lo ero davvero.. Il ragazzo stava immobile, gli occhi semichiusi, ansimava e si lasciava sfuggire qualche parola di tanto in tanto, .La mano destra era appoggiata tra i miei capelli,mi dava il tempo muovendomi la testa su e giù sempre con lo stesso ritmo. Il seno mi ballava dolcemente, le mie tette andavano a tempo con la testa,creando un effetto tremendamente erotico, ad un certo punto iniziò a respirare più forte,a muovere il bacino per affondare il più possibile nella mia bocca, era prossimo all’orgasmo. Io me ne accorgo ed immediatamente termino di spompinarlo, e me lo faccio scivolare fuori dalle labbra. Guardandolo negli occhi gli dico :”amore non voglio assolutamente farti venire…..voglio godermi ancora il tuo stupendo cazzone….voglio farti impazzire…Gli dissi che un cazzo così me lo volevo gustare per bene ed iniziai a dargli piccoli colpetti di lingua alla base della cappella,un filo di saliva gli scivolava lungo l’asta mentre lui lentamente riprendeva a respirare normalmente. Allora per smorzargli l’orgasmo gli faccio scorrere la lingua lungo il cazzone gonfio da morire,ogni tanto gli dò 2 o 3 affondi con le labbra,ma non ricomincio il dolce su e giù…lo voglio far sbollire ed allontanare l’orgasmo….ma voglio tenerlo sempre in tiro…sempre duro e teso allo spasimo. Vado così qualche minuto,poi quando vedo che l’orgasmo si era allontanato e lui non aveva più il respiro corto sintomo della venuta imminente, con un sommesso mugolare riapro le labbra e ricomincio a spompinarlo con dolcezza,delicatamente…lui mi rimette la mano nei capelli e mi ricomincia a guidare verso il piacere….Le tette avevano ripreso a sobbalzare, mosse dagli affondi del pompino come in una danza ritmica, e lui con un mano aveva iniziato a toccarmele ed a stringerne con delicatezza prima una e poi l’altra. Dopo poco ricominciò a sbuffare ed ad aumentare il ritmo della mano sulla mia testa…stava per avvicinarsi a godere di nuovo. Capii che era vicino…allora prima gli scosto la mano, poi per la seconda volta mi faccio uscire quel meraviglioso cazzone dalla bocca. Ero fradicia…la mia passera un lago che reclamava anche lei voleva quel cazzone.
Lui prende da un vaso dei preservativi se lo infila mi mette in ginocchio sulla poltroncina … la cappella spinge contro le mie grandi labbra mi dice che hò una figa molto grossa .. me lo infila dentro è bello grosso.. godo è stupendo sentire quel paletto di ebano che mi penetra mi tiene per le tette me le stringe, mentre continua a darmi affondi. L’orgasmo è stupendo godo a ripetizione, lui orgoglioso me lo sfila io resto in posizione qualche istante e continuo a venire con la passera che si sente ancora piena.. lo guardo il suo cazzo è ancora duro si è sfilato il preservativo….Lui aveva le palle gonfie e dure come grosse noci. A quel punto poi ripresi a spompinarlo, le mie labbra andavano su e giù con maggior velocità,e lui mi teneva la mano nei capelli con meno decisione…sapeva che io lo avrei fatto venire tra pochi attimi. Capii che era vicino…..allora mentre lo spompinavo in modo stupendo, in un piccolissima pausa gli chiedo di avvisarmi quando stava per venire….perché lo volevo far godere talmente tanto da farlo svenire. Gli dico allora…:”amore fammi un segno quando schizzi….ti voglio godere mentre mi schizzi in gola….” Lui annuì ed io ripresi a spompinarlo con arte. Mentre gli chiedevo di avvisarmi mi era venuta una faccia da vera troia, godevo e facevo godere quel maschio in modo davvero stupendo….era uno spettacolo vedere come mi lavoravo tutta di labbra e di lingua quel grosso cazzone, inginocchiata quasi in segno di venerazione verso quel pilone di carne. I miei mugolii aumentarono e lui riprese a respirare con forza…era vicino. Allora come una vera troia da strada…ogni tanto lo guardavo negli occhi,volevo vedere come e quanto lo facevo godere. Dopo pochi secondi lui mi gridò che stava per venire, io mugolando me lo faccio uscire dalla bocca,arretro appena un poco la testa e mi appoggio la cappella alla punta della lingua, poi iniziò a dare velocissimi piccoli colpetti alla base della cappella…Lui gode come un pazzo…poi inizia ad insultarmi…a gridarmi “troia….puttana……pompinara….vengo…vengo…..”,allora io come una zoccola in calore gli urlo :”siii…dai sborra…amore schizzami in gola…riempimi la bocca….dai….” Poi guizzando solo la punta della lingua in modo sublime sulla punta del cazzone lo porto all’orgasmo…lui inizia a godere in modo tremendo…ansimando inizia a sborrare. Caldi fiotti mi arrivano sulla lingua…..allora io metto la punta della lingua appoggiata alla punta della grossa cappella,così facendo la mia lingua sembrava quasi come un cucchiaio di carne,e poi mi preparo a ricevere i getti di sperma….mi ero messa con la bocca aperta a pochi cm. dal cazzone ed ora assaporavo i densi e copiosi getti che lui con decisione mi schizzava dentro. In pochi attimi avevo la lingua coperta di densi getti di sborra calda e vischiosa,a quel punto ingoio e deglutisco lo sperma caldo e copioso. Alcuni schizzi mi colano sul seno,altri sul viso e sulle guance. Seguirono altri schizzi di sborra che si posavano sulla mia lingua,ad arte l’avevo di nuovo appoggiata alla base della cappella del cazzone teso. Altri schizzi….ancora una volta ingoio e deglutisco una seconda volta, lui smette di sborrare,la cappella gocciolava le ultime stille di sperma,ed io me la rimetto in bocca per succhiarmi gli ultimi istanti di piacere,poi riprendo a spompinarlo…lui con un :”aahhhh…siii….” piega le gambe..provato dall’orgasmo in modo tremendo…me lo tiro fuori dalla bocca…lecco per bene tutta l’asta…le palle…la cappella…poi lo lascio moscio e penzolante….Le palle ora erano leggere…sgonfie…si era svuotato nella mia gola e nel mio pancino…avevo ingoiato tutta la sua sborra…ed era veramente tanta… mi metto il micro bikini da zoccolona appena acquistato sopra un micro abitino pago, lo saluto.. Mentre cammino per andare in spiaggia la mia passera continua ad avere sussulti per lo strepitoso orgasmo appena avuto. Arrivata in spiaggia mio marito mi guarda negli occhi e legge tutta la mia soddisfazione, mi sfilo l’abitino e resto con il mio nuovo micro bikini.. Mirko strabuzza gli occhi e mi dice mamma che supergnocca che sei.. e il padre risponde ci ha messo un’ora e mezza per comprare un costume ..ha le donne…

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Jens und Eva – Telefonat

Jens: huhu
Eva: hi
Jens: naaaaaaaaaa
Jens: schoen dich zu hoeren
Jens: du heiße frau
Eva: dankegrins
Jens: bitte schoen
Jens: traegst grade hotpants?fg
Jens: sitze gerade ja noch im büro
Jens: und habe heiße ideen.
Eva: soso
Eva: nein habe ich nicht an
Eva: bin bei meiner s*s
Eva: wenn das deien frau wüßte
Eva: grins
Jens: was hast denn an? string? schwarz?
Eva: nein.aber schwarz.
Jens: ok.zweimal daneben:)
Jens: was macht dich an?
Jens: ausgiebig geleckt zu werden, intensive zungenkuesse?
Jens: und dabei sich fest umarmen, die haut des anderen spüren
Jens: sich riechen, schmecken.
Jens: einfach geil werden.mit der idee sich einfach gehen zu lassen?
Eva: jogenau das .das ist geil.das liebe ichküßen sowieso und wenn Mann richtig küssen kann reicht das schon um geil zu werden.
Jens: mmmhh.setz dich auf meinen schoss
Jens: umarme mich.kuess mich.
Jens: ich lecke deine lippen, deine geile zunge.
Jens: und dabei streichel ich deine geilen brueste,.und spüre deine harten nippel
Jens: und du sitzt mit weit gespreizten beinen auf mir.
Jens: und reibst deine geile möse an mir.
Jens: und ich flüster dir in dein ohr, dass ich dich gleich so lecken werde, dass du klatschnass wirst, und ich deine dann geil abstehende clitoris saugen und lecken werde, bis du ganz langsam zu einem wunderbar intensiven orgasmus kommst
Jens: bevor du dich dann nackt auf mich setzt, deine nasse möse auf meinem bauchund wir uns wieder kuessen, und du ganz langsam mit deiner möse hinab gleitest, um dann meine eichel zwischen deine schamlippen gleiten zu lassenmmmhhh
Jens: du bist so schoen nass dabei.
Eva: wowmir ist ganz heiß
Eva: du bist echt gemein
Eva: ich kann ja jetzt nicht
Eva: oh man wie gerne würde ich jetzt
Jens: was kannst du nicht?
Jens: es dir machen?
Jens: lege die beine übereinanderund presse so, dass deine schamlippen gereizt werden.
Jens: lehne dich ein bischen nach vorn
Jens: und massier deine harten nippel dabei
Jens: stehen deine nippel schon geil ab?.würde sie jetzt gern anfassen
Jens: ich reibe ein wenig meine eichel durch den stoff meiner hose.
Eva: es geht leider nichtbin nicht alleine hier
Eva: aber ich bin total geil jetzt auf dich
Jens: das freut mich sehr
Jens: stelle es mir grad vor.
Jens: du dort mit leicht feuchter möse,
Jens: ich hier mit steifem schwanz.
Jens: und die idee, dich jetzt real geil zum orgasmus zu bringen.
Jens: du liegst auf dem bett, weit geöffnete beine.
Jens: ich lecke deine oberschenkel innen hinauf, sehe deine nasse möse.
Jens: und massiere deine festen geilen schamlippen, um dann
Jens: mit der zungenspitze
Jens: deine möse tief durchzu lecken
Jens: um bei deiner clitoris dann zu stoppen, und diese zu saugen
Jens: während ich deine möse dann finger
Jens: und ich sehe, wie du deine nippel und titten streichelst
Jens: du suesse geile
Jens: bin total heiss
Jens: nimm deine hand.
Jens: leg sie auf deine beine.
Jens: leck kurz deinen zeigefinger
Jens: bin ja noch auf der arbeit
Eva: das ist ja gemein.
Jens: finde dich suess und geil
Eva: danke
Jens: bitte schoen
Jens: würde jetzt so gern eine hand unter deinen hintern schieben.
Jens: das lesen hat dich angemacht
Jens: wie schoen
Eva: ja hat es.sehr sogar
Jens: wenn allein schon die gedanken so reizen.
Eva: jaaaaaaaaaa`?????????
Jens: mein schwanz ist komplett geil und steif
Jens: und du .sitzt da jetzt mit warmer möse.
Eva: genau
Jens: würde jetzt gern hinter dir stehen
Jens: deine haare beiseite nehmen.
Jens: und deinen hals kuessen.
Jens: und eine hand dabei in dein shirt schieben
Jens: mmmmh
Jens: lecke kurz an deinem fingerbitte
Jens: mmmhhhh
Jens: stell dir vor es ist meine eichel.
Jens: ja
Jens: ganz genau
Jens: und sie schwillt an.
Eva: ich wil dich jetzt sofort
Jens: nimm deine linke hand.
Jens: und streichel deine linke brust.
Jens: ganz sanft
Jens: durch den stoff.
Jens: kurz
Eva: meine s*s kann mich sehen.sie sitzt genau neben mir
Jens: oho:)
Eva: genau
Jens: und sie ist so heiss wie du?
Eva: hmm.wieso???
Eva: reich ich nicht
Jens: liegt ja vielleicht in der familie?
Jens: fg
Eva: neinsie sieht gut aus.besser als ichmeine ich.aber sie macht sowas nicht.
Jens: ok.also sind wir quasi allein
Jens: ich im büro,
Jens: du dort im wohnzimmer
Jens: oki
Jens: leck deine lippen ab:)
Jens: als ob ich es waere.
Jens: es ist ein so geiles gefuehl,
Jens: wenn ich die rille meiner eichel massiere.
Jens: und daran denke, du waerest es
Jens: die an mir spielt
Jens: du auf mir.leckst meine eichel.
Jens: und ich habe deine mösedeine geilen schamlippen vor meinem mund.
Jens: und lecke dich tief und intensiv
Jens: bis du dein becken bewegst
Jens: und feucht wirst
Eva: ich bin schon feucht
Jens: so feucht wie jetzt gerade.
Jens: so wie du grad dein becken bewegst.
Jens: auf dem stuhl
Jens: um deine möse zu beruehren
Jens: finde dich geil
Eva: danke
Jens: bist so lustvoll und leidenschaftlich.
Eva: danke
Eva: fühle mich auch gerade so
Jens: und ich glaube, wenn ich dich bis zu einem bestimmten punkt heiss gemacht habe, fallen bei dir alle hemmungen,.und du wirst nass, geil und auch gerne laut
Eva: ja.das werde ich.
Eva: ich liebe sex
Jens: stell dir vor, das du gerade auf mir sitzt.
Eva: hammer
Jens: mein rasierter schwanz tief in dir
Jens: und ich lecke deine geilen brueste
Eva: ohman.ich halte das nicht mehr aus
Jens: deine harten nippel.
Jens: und du bewegst dein becken.
Jens: und fickst mich erst ganz langsam so ab.
Jens: und spürst
Jens: wie mein schwanz in dir weiter anschwillt
Jens: während ich dein becken anfasse,
Jens: und bei jedem stoß
Jens: dich an mich druecke
Jens: damit deine geile clit fest massiert wird.
Jens: und ich fasse deinen geilen hintern an
Jens: ganz fest
Jens: und fühle dich ganz tief.
Jens: bis du so nass bist
Jens: dass es geil schmatzt
Jens: wenn du dein becken anhebst
Jens: und wieder tief zustößt
Jens: mmmmmmmmh
Jens: und ich merke , wie dein becken sich dabei zusammenzieht
Eva: ich will dich sofort.
Eva: ich halte e nicht mehr aus
Jens: und wenn es dir ganz langsam kommt.
Jens: spürst du, wie sich meine eichel in dir.
Jens: bewegt
Jens: und ich alles hinausspritze.
Jens: mmmmmmhhhh
Eva: wow.ich will mehr
Eva: ich will dich
Jens: und ich sage dir, dass wir nach dem ersten orgasmus
Jens: uns gegenseitig wieder geil lecken und kuessen,
Jens: weil ich dich unbedingt
Jens: noch von hinten stoßen will
Jens: weil ich diesen anblick liebe,
Eva: ich liebe es von hiniten
Jens: das gefuehl
Jens: fest zuzustoßen.
Jens: den geilen arsch vor sich.
Jens: wie sich dabei deine titten bewegen
Jens: und ich es genau sehe, wie ich meinen schwanz in dich ficke
Jens: und meine glänzende eichel
Jens: an deinen schamlippen eingleitet
Jens: mmmhhhhh
Jens: bis du dein becken kräftig nach hinten stößt
Jens: und wir jeden stoß gemeinsam geniessen
Jens: und du merkst, wie dir dein geiler saft.
Jens: innen die oberschenkel hinabläuft
Jens:
Jens: habe lust
Jens: große lust abzuspritzen
Eva: wow.du bist echt der hammer
Jens: bin so geil auf dich.
Eva: ich will dich spüren
Eva: ich will dich küßen
Jens: geh ins bad.
Jens: du bist so geil
Jens: mmhhhhhh
Eva: danke.du aber auch
Jens: ich kann deine titten erahnen
Eva: echt
Jens: jaaaaa
Jens: würde sie so gern sehen, anfassen
Jens: geil
Jens: sind deine nippel hart??
Jens: wichs sie dir
Jens: mmmhhhh
Jens: weiter
Eva: leider sitzen die jungs hinter mir
Jens: ja
Jens: geil
Jens: und es macht dich auch geil
Jens: genau so
Eva: klar
Eva: immer
Eva: ich will jetzt sofort sex
Jens: zieh du deinen slip aus.
Jens: doch, geh ins bad
Eva: dann können die k**s nicht mehr aufs klo.hier sind mehr als leute.
Jens: dauert ja nicht ewig.:)
Jens: so geil wie wir sind.
Eva: ich weißaber lass uns das später machen.ok??
Jens: jetztfg
Eva: die bekommen hier alles mit
Jens: wichs einfach
Eva: ok
Eva: jetzt??
Jens: ja,und dabei zieh deinen slip aus Jens: rufe dich in minuten an.
Eva: ok
Eva: hast eine tolle stimme
Jens: danke
Jens: du auch.
Eva: ich würde gerne mehr von dir
Eva: danke
Jens: wo ist dein slip? fg
Jens: du geile
Eva: den habe ich noch an bzw wieder
Jens: lol.
Jens: feigling
Eva: jeep
Jens: bist nass?
Eva: ja……………….

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L’emozione dell’ignoto

Il seguente racconto non è a sfondo sessuale, ma descrive solamente l’emozione provata durante un’esperienza i*****le realmente accaduta durante il periodo del servizio militare. Detto ciò voglio chiarire che non causare o provocare dibatti sociali morali ecc ma solamente trasmettere una mia personale esperienza giusta o sbaglia, che oggi mi stimola a conoscere nuove persone, spinto dal brivido dell’ignoto.
In questo racconto non voglio soffermarmi troppo nei dettagli perché nella vita ho scoperto che l’Italia è un grande paesone e che dai dettagli si possono risalire a persone situazioni ecc.
Chi come me abita in un piccolo paese sa che in certe realtà, ci sono molti taboo, dove tutti sanno tutto di tutti, dove la falsa moralità regna sovrana e cosi via.
Al tempo avevo 21-22 anni e o scoperto che passare da un piccolo paese a un grande paese come Bologna, può sconvolgere l’esistenza di un giovane uomo.
Luogo Bologna Anno 2001
Quando arrivai a Bologna, avevo avuto normali esperienze sentimentali e poco più, non credevo di trovare alcune realtà che davo per impossibili in Italia.
Una di queste realtà era la via dei prostituti.
Una sera io e altri due ragazzi coetanei, si decise di andare a ballare in un locale fuori dalla citta. Non so come mai ed il perché passammo da quella strada, ma mi ricordo benissimo i pochi istanti che mi hanno sconvolto l’esistenza, facendomi capire la complessità della vita fino ad allora sconosciuta. Noi eravamo in macchina accodati ad un AUDI TT la quale procedeva a bassa velocità, i due ragazzi esclamavano frasi in Bolognese del tipo “ma ti vuoi muovere” a un certo punto l’auto si ferma e l’uomo appoggiato al muretto si avvicina all’AUDI, i ragazzi esclamano “lo carica, lo carica!!” in pochi secondi il ragazzo alla guida inizio a sorpassare la macchina mentre l’uomo apriva lo sportello, si accese la luce interna della vettura e tutti vedemmo chiaramente che dentro c’era una donna bellissima di circa 30-40 anni con capelli lunghi biondi ricci viso d’angelo, la quale si giro verso la nostra macchina proprio mentre si stava sorpassando.
Per qualche metro in macchina ci fu un silenzio tombale poiché tutti increduli di ciò che avevamo visto.
Quasi contemporaneamente esclamammo la nostra incredulità a quella scena, e da li parti una discussione lunga ed articolata di cosa avevamo visto, (la discussione la ometto perché discorsi di ragazzi giovani).
Quando mi trovai in camera, iniziai tra di me a riflettere di ciò che avevo visto, pensando chissà come funziona quel mondo, chissà perché lo fanno, chissà perché, chissà … pensando se fossi stato io quel prostituto sarei stato capace di fare ciò che sarebbe stato necessario fare; quella notte non sono riuscito a chiudere occhio al pensiero di quello che avevo visto.
Nelle notti seguenti iniziai a fare dei sogni in cui ero io a battere, ritrovandomi in molte situazioni ciascuna diversa l’una dall’altra, ad ogni mio risveglio ero ancora più confuso e non riuscivo a capire se la cosa mi piaceva mi disgustava, mi eccitava o mi inibiva ecc.
Intriso di curiosità, feci un sopralluogo in macchina e vidi che c’erano solamente uomini extracomunitari dai 30 anni in su, non erano belli ed avevano tutti un aspetto da ex galeotti.
Mi fermai con la macchina per circa un’ora alfine di capire qual era la possibile clientela e vidi che circa il 98% erano uomini (pressappoco ogni 100 macchine cerano circa 98 uomini e 2 donne), benché approssimata e benché fosse solo il 2%, capi che anche le donne anno bisogno di sesso a****le, senza coinvolgimenti sentimentali, da una botta e via, inoltre pensai che un ragazzo giovane come me avrebbe fatto colpo rispetto ai prostituti che erano li.
Continuai cosi per un’altra settimana fino a quando arroventato dall’eccitazione del proibito o dell’i*****lità, arrivai alla conclusione che volevo provare l’esperienza di battere, ponendomi dei limite tipo, se si avvicina un uomo che mi chiede, quanto?, gli chiedo 10.000/00€ 100.000/00€ , che se si avvicinava un protettore facevo finta di aspettare una amica o un amico, che mi ero perso, cose cosi.
Decisi cosi di provare un giovedì o venerdì sera (non ricordo bene) durante la serata dei singol. Per l’occasione indossai una camicia bianca, pantaloni e scarpe blu, tipo elegante sportivo.
Dopo aver girato un po’ in piena incoscienza e nell’incertezza, parcheggiai la macchina in un posto poco distante in maniera tale di non essere visto ecc.
Mi avvicinai all’inizio della strada, caratterizzata da zone illuminate dai lampioni e da zone quasi buie, il mio cuore batteva a 1000, decisi di avanzare lungo la strada facendo finta di parlare al cellulare. Arrivato a circa 20 metri da uno dei prostituti, feci finta di fermarmi a parlare appoggiandomi al muro in una zona di penombra parlando ad alta voce nel tentativo di non far capire cosa stessi facendo li.
Nel giro di qualche minuto vidi passare molte macchine che andavano piano piano. Non riuscivo a vedere chiaramente i conducenti ma vedevo le loro sagome con la testa rivolta verso il marciapiede, guardavano con molta attenzione chi cera, la paura aumentava a ogni macchina che passava, sperando contemporaneamente che arrivasse una donna (di qualunque età di qualunque razza di qualunque genere) e che si fosse fermata a chiedermi quanto volevo portandomi via.
Alcune macchine procedevano lentamente facendo anche più di un giro per scrutare attentamente la merce (TUTTI NOI) e alcuni di quei prostituti iniziarono a guardarmi nel cercare di capire chi fossi o cosa facessi li.
Mi sentivo un oggetto e dentro di me avvertivo un grande senso d’incertezza pensando che mi sarebbe potuto succedere di tutto, non sapendo se continuare oppure andare via.
Nel giro di pochi secondi si fermo una macchina davanti a me e lentamente il finestrino si abbasso, era un uomo di circa 50 anni e mi chiese quanto volevo, il mio cuore batteva impressionantemente, sentivo un calore che pervadeva tutto il mio corpo, non era eccitazione sessuale ma l’eccitazione di aver fatto colpo, gli dissi con voce incerta e tremolante “10.000/00 €” lui con aria stupefatta mi guardo per qualche secondo e in silenzio si allontano.
Tra di me pensai che la mia tattica stesse funzionando, mentre l’auto si allontanava, vidi i prostituti rasserenati dal fatto che non ero salito nella macchina continuando cosi ad ignorarmi.
Continuai a far finta di parlare al cellulare e nel giro di pochi minuti si fermo un’altra macchina di grossa cilindrata. Notai immediatamente che l’emozione provata con la prima macchina non era diminuita anzi mi sentivo gratificato, iniziava a prevalere la consapevolezza di riuscire a provocare interessi per gli uomini, seppur non interessato.
Non voglio raccontarvi come e continuata e di com’è finita. Se interessati chiedetemi l’amicizia e magari ve lo racconterò. Non sono interessato ai vostri commenti ne ad aprire un dibattito sulla moralità o sulla immoralità, magari su non comprendi tali realtà o cose del genere. Oggi ho 36 anni ed il mio carattere e mutato cosi come il mio corpo, la mia mente i miei gusti (precisando che non sono passivo)ecc, ma posso dire che l’emozione dell’ignoto mi eccita come all’ora, preferendo la realtà al virtuale perché solo vivendo si possono provare le vere emozioni. Al tempo internet in Italia faceva ancora i primi passi e la gente non stava ore davanti al PC in attesa di chissà cosa, ma si usciva per … (Tutto). Internet e una finestra sul mondo ma se vogliamo il mondo, non possiamo avere la presunzione di comprenderlo e di possederlo senza viverlo stando solo a guardare da una finestra.

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Una biondina troia e pompinara

Mio figlio gioca a volley in una squadra di dilettanti e quando sono a casa faccio il taxista per lui e per altri compagni di squadra. Se vincono vanno a festeggiare in un locale dove trovano gli amici, se perdono coda tra le gambe ed a casa. Un sabato avevano vinto proprio all’ultimo secondo ed è stata festa grande. Si sono aggregati dei loro amici più grandi, una bolgia infernale. Poi mi hanno lasciato lì solo come un pirla per andare a festeggiare in un altro locale. Imprecando mi ero ripromesso di non scarrozzarli mai più. La città è piena di taxi e di mezzi pubblici. Camminavo senza una meta incazzato nero, quando mi ha attratto la musica soft che arrivava da un piano bar e sono entrato. Non c’era molta gente forse era presto per i nottambuli della città. Ho notato che le ragazze avevano scritto sul grembiulino candido il nome. Mi colpito Manuela, una biondina tutta curve, viso molto carino. Magari era una studentessa che era in città per studiare all’università. Si è avvicinata in modo molto carino chiedendomi cosa desideravo. Sono stato alcuni secondi ad ammirare il suo bel viso e le ho chiesto se potevo chiacchierare con lei. Non poteva naturalmente, stava lavorando e mi sono fatto servire un cappuccino con delle brioches. Sculettando mi ha portato l’ordinazione. Passando mi chiese come mai ero da solo ed io ne approfittai per chiederle di poterla accompagnare a casa. Dopo il lavoro indossava una gonnellina, una camicetta ed una giacca leggera. E’ salita in macchina. Mentre si truccava mi ha detto che lavorava per pagarsi l’università. Le ho messo un braccio sulle spalle. Ha appoggiato la testa e con tristezza mi ha raccontato che la maggior parte dei ragazzi la trattava da puttana nel locale. Non mi piace fermarmi dove capita, ma Manuela era troppo scoraggiata, le ho baciato il viso, il nasino, la bocca.. Mi ha messo una mano dietro la nuca baciandomi a lingua in bocca. Le nostre lingue si sono incontrate, gustate mi sono girato verso lei mettendo le sue gambe sulle mie. Le ho messo una mano sotto la gonnellina gustando il tepore del suo corpo, la baciavo sul collo, la sua manina ha cercato il mio cazzo che già scoppiava nei calzoni. Ci siamo staccati per riprendere fiato, il suo bel viso era sorridente e disteso, la mangiavo con gli occhi e la sua voce armoniosa mi seduceva. Le dissi del mio pied a terre e lei accettò di venire da me. Per fortuna quel posticino lo tengo sempre in ordine per ogni evenienza. Ho aperto l’ho fatta accomodare, ho chiuso a chiave, lei mi ha abbracciato stringendosi a me. Sentivo la consistenza dei suoi seni e mentre ci baciavamo sensualmente il cazzo si è impennato premendo sul suo ventre. Quel bacio non finiva più. Ho messo una mano sotto la gonnellina palpandole il culetto bello, tonico ben fatto con due belle chiappette. Le nostre lingue giocavano e si gustavano ho osato accarezzandole la figa da sopra lo slippino e lei mi ha sussurrato che se andavo di sotto la trovavo bella calda. Ho infilato un dito nell’elastico scendendo verso il suo fiore caldo e palpitante le ho accarezzato le grandi labbra calde, morbide, glabre ha scostato le gambe socchiudendola. Il mio dito è entrato in quel nido accogliente, le ho titillato la fighettina ed il suo bacio si è fatto ancora più passionale:le ho sfilato lo slip. Era uno spettacolo e non ho resistito e gliel’ho baciata. Ho allungato la lingua al primo tocco, ha allargato le cosce mi ha messo le mani dietro la nuca tirandola dolcemente contro il suo ventre. La mia lingua l’ha penetrata, lei ha avuto un brivido sussurrando qualcosa: gliel’ho baciata, leccata i suoi movimenti sono diventati incontrollabili, convulsi. Il mio pene finalmente libero dalla costrizione del boxer guardava le stelle. Manuela l’ha guardato a bocca aperta, l’ha stretto in mano baciandomi con passione. Mentre ci baciavamo le ho fatto un bel ditalino, lei si gustava il pulsare del mio cazzo scappellandolo fino a farmi male. Le nostre lingue si divertivano a cercasi, succhiarsi ad un certo momento ha stretto la gambe e le sue abbondanti gocce di piacere mi hanno riempito il palmo della mano. Avevo una voglia pazza di penetrarla: lei si è sistemata aprendo le gambe, tenendosi la vagina ben aperta l’ho penetrata con delicatezza con lente e profonde penetrazioni. Era ad occhi chiusi, sorrideva, si leccava le labbra. Muoveva il suo corpicino per gustarsi la penetrazione. Quell’amplesso non finiva più ho continuato a penetrarla con delicatezza, poi il suo corpo ha avuto un fremito violento e si è lasciata cadere su di me, abbandonandosi sul mio corpo. Ho continuato a chiavarla, ho sentito la sborra pronta per il lancio, se n’è accorta e lo ha voluto dentro. Quando ci siamo rilassati l’ho coperta con un plaid e ci siamo rilassati tra baci e carezze. Era ormai notte fonda. Mi sono alzato. Manuela aveva il viso sorridente e felice e ho chiesto se voleva un caffé o qualcos’altro. Lei mi ha preso il viso tra le mani baciandomi: si era seduta sul divano coprendosi pudicamente il seno, mi sono seduto accanto a lei e ci siamo gustati il caffé. Lei si è alzata sedendosi su una mia gamba appoggiando bene la figa, mi ha baciato con passione, sotto la doccia la sentivo canticchiare allegramente. E’ uscita in accappatoio e con un sorrisetto birichino mi ha chiesto se potevo asciugarle la schiena . L’ho asciugata tutta e con molta cura. Lei si è adagiata su di me e l’ho accompagnata a casa e mi ha detto che d’ora in poi quando ho voglia di lei, so dove trovarla.

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Eine Nacht auf der Rettungswache

Ich arbeite im Rettungsdienst und wir Schichtdienst, Tag und Nachtschicht.
Vor 2 Wochen hatte ich Nachtdienst und bin mit einer Kollegin gefahren. Wir beide können sehr gut miteinander arbeiten, hatten uns mal erotisch via ICQ ausgetauscht, da Sie aber einen Partner hat, war bisher nicht mehr gewesen. Ich stelle Sie mal vor, ich nenne sie mal Jane. Jane ist 23 Jahre alt, hatte auf unserer Wache ihr Freiwillig Soziales Jahr absolviert und fährt nun während ihres Studiums ehrenamtlich. Sie ist ca. 1,66m groß, hat halblange blonde Haare und blaue Augen. Sie ist schlank, hat einen Knackarsch und einen fantastischen Busen.
Ich ging gegen 23:30 Uhr ins Bett als sie ca. eine halbe Stunde später ins Schlafzimmer kam. Sie setzte sich aufs Bett, zog ihre Hose aus, deckte sich zu und fing auf einmal an auf mich ein zu reden. Sie sagte sie habe Rückenschmerzen, ich daraufhin sie solle zum Orthopäden gehen und ich möchte schlafen.
Nach ca. 15 min fragte sie mich ob ich sie nicht massieren könnte. Ich grübelte, schließlich war ich auf der Arbeit und die Kollegen lagen in den anderen Zimmern in Ihren Betten doch meine Neugier war größer und ich stand auf und ging zu ihrem Bett. Sie lag auf dem Bauch, ich klappte die Decke weg, schob ihr T-Shirt nach oben und massierte sie etwas. Dann sah ihre graue Hipster und wurde etwas spitz. Sie hat eine sehr weiche und wohl riechende Haut. Meine Massage wurde dreister, ich strich mit meinen Händen bis zum Poansatz. Dann schob die Decke komplett weg, sah ihren wohl proportionierten Arsch und strich ihr über die Beine. Ich massierte zusätzlich zum Rücken die Beine und auch ihre Füße. Mittlerweile war “er” schon recht hart als sie sich auf einmal umdrehte. Ich sah ihren flachen Bauch und den schönen BH. Ich sagte ihr das ich jetzt aufhören muss weil ich mich sonst nicht beherrschen könne. Ich wollte aufstehen als sie sagte ob ich ihre Füße weiter massieren könne, weil das ihr so gefiele. Ich spielte an ihren Füßen und ich traute mich dann ihren Fuß zu küssen während ich mit der anderen Hand ihren Oberschenkel streichelte. Als ich keine Gegenwehr spürte wurde ich noch mutiger und strich mit meiner Hand über der Hipster ihren Venushügel. Immer noch keine Gegenwehr. Jetzt zählt es dachte ich mir. Meine Zunge glitt über ihre Fußsohle, lutschte an ihrer Großzehe während meine Hand unter die Hipster glitt. Was meine Finger dort fühlten, kam einem See gleich. Sie war nicht nur feucht sondern nass. Ich leckte wild an ihren Zehen und der Daumen meiner rechten Hand umkreiste ihren Kitzler und fuhr die Konturen ihrer Schamlippen nach. Sie unterdrückte aber ihr stöhnen. Ich wechselte den Finger, steckte meinem Mittelfinger langsam in ihre feuchte Pussy bis zum Anschlag. Ein leichter Seufzer kam aus ihrem Mund. Von Ihrem Fuß ließ ich ab nahm ihn, zog meine Shorts runter und stellte den Fuß auf meinen Schwanz.
Nun war es um mich geschehen, ich konnte mich nicht mehr halten, beugte mich nach vorne, zog die Hipster aus und fing an Sie zu lecken. Sie schmeckte leicht salzig und der Saft ihrer Pussy lief bereits über den Anus auf das Bettlaken. Ihre Schamlippen spreizte ich und leckte sie mit breiter Zunge durch die Lippen und knabberte an ihrem Kitzler. Sie war unterdessen nicht untätig und rieb immer fester mit ihrem Fuß meinen Schwanz und meinen Hoden. Mein Mittelfinger fickte sie immer schneller, ich kam zu ihrem Ohr und fragte ob sie ficken will was Sie aber verneinte weil sie nicht verhüte. Wir küssten uns wild und leidenschaftlich, meine linke Hand öffnete den BH und ihre perfekt geformten Brüste kamen zum Vorschein deren Nippel ich hart und fest saugte. Mit meiner Zunge wieder an ihrer Pussy merkte ich, dass die Arbeit meiner Zunge erfolgreich war als sie anfing zu zucken und ihren Orgasmus mit einem leisen Stöhnen genoss. Im gleichen Moment kniffen ihre Zehen in meine Hoden und ich fing an zu wichsen. Mit der rechten Hand nahm ich etwas von ihrem Pussysaft und verteilte ihn auf meiner Eichel. Als sie wieder zu sich gekommen war, fragte ich wo ich denn hinspritzen sollte. Dann passierte etwas, mit dem ich nicht gerechnet hätte. Sie wurde forscher, stand auf, stellte sich vor mich, stieß mich an meinem Oberkörper auf das Bett, sagte zu mir:“ Du kommst erst wenn ich nochmal komme“, legte sich in der 69er Stellung auf mich uns presste ihre Pussy fest auf mein Gesicht sodass ich fast keine Luft mehr bekam. Meine Hände spreizten ihre Arschbacken und meine Zunge legte zu einem weiteren Intermezzo los. Währenddessen spürte ich ihre Zunge an meiner Eichel bis sie meinen Schwanz komplett in ihrem Mund aufnahm und wild anfing zu blasen. Ihr Pussysaft lief in meinen Mund, sie schmeckte immer intensiver und konnte dann auch nicht mehr an sich halten. Sie kam zum zweiten mal und vor lauter Geilheit biss sie mir leicht in meinen Schwanz. Auch ich war kurz vorm kommen als sie sich von meinem Oberkörper schwang und sagte:“Schlucken tu ich nicht, spritz auf meine Titten“ Sie legte sich auf das Bett, ich kniete mich über ihren Bauch, diese wundervollen Brüste lagen vor mir und ich konnte nicht mehr an mit halten, ich spritze los. Nach 4-5 Schüben versiegte meine Quelle. Sie nahm sofort das Bettlaken, wischte mein Ergebnis ab, gab ihr einen Kuss sagte:“ ich muss jetzt schlafen, es ist 3:00 Uhr und zu deiner Info, es war ein einmaliges Erlebnis“, drehte sich um und schlief ein. Ich legte mich ebenfalls in mein Bett und dachte noch ne Zeit über das erlebte nach. Schade dass es einmalig war aber ich möchte dieses wirklich erlebte Ereignis nicht missen

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Alessia, la ballerina

Racconto trovato in rete su xhamster.

Lo spettacolo prosegue, lei pare un cigno, Alessia è la ballerina più brava del gruppo e anche la più bella, volteggia sulle punte con le caviglie sottili, le gambe snelle, lunghissime, con i muscoli appena accennati e gentilmente definiti, il tutù ondeggia come una molla, le scopre a tratti un culetto piccolo e sodo, tanto tonico che non accenna a sussultare, rimane immobile come quello di una statua.
Durante l’esecuzione dell’ultimo balletto Alessia dà il meglio di sé e uno scroscio di applausi l’accompagna a una conclusione trionfale, al termine della fatica, leggermente sudata e adrenalinica saluta tutti i compagni dietro le quinte e si ritira nel camerino, è una donna riservata, riesce a dare tanto sul palco grazie al talento, perché lei per la verità è piuttosto timida, è proprio il suo carattere introverso a renderla affascinante, arricchendo un volto già particolare, con gli occhi nerissimi e allungati, il naso leggermente aquilino e la bocca piccola e delicata.
Alessia sente bussare alla porta.
“Chi è?”
“Sono Pietro.”
La ballerina è preoccupata ed eccitata, è di nuovo lui, l’uomo che la fa sognare e poi la deride, la umilia, l’uomo che ha il potere di farla godere come nessun altro, ma anche un farabutto senza eguali, che le fa credere di volerla addirittura in sposa, per poi abbandonarla e farla soffrire ancora, perché mai una ragazza splendida e capace si fa maltrattare in questo modo?
Alessia tentenna un istante, poi apre la porta, l’uomo è lì, alto e brutto, con i baffi ispidi e gli occhi da diavolo, ha dei fiori con sé che poggia su un ripiano a lato.
“Questi sono per te, sei stata bravissima.”
La donna è fortemente attratta da Pietro e senza pensare, gli dice.
“Sono contenta che sei venuto.”
“Sì, e adesso farò venire anche te.”
Alessia spaventata resta immobile a guardarlo con le mani sui fianchi, al di sotto la sua vagina freme è già umida, lui crudele la domina, è la sua sicurezza che lo rende seducente, ci sa fare c’è poco da dire, si avvicina a lei e le toglie le scarpette con la punta, lei resta scalza, meravigliosa stretta nelle calze bianche, Pietro inizia a sfiorarle le caviglie e sale pian piano sino alle rotule, lei è già sciolta in una pozzanghera di secrezione, lui lo nota inginocchiato davanti a lei che è bagnata. Continua a toccarla sfiorandola appena, lei trema e si lascia andare ansimando, allora le abbassa le calze, le sfila le mutandine, le poggia la bocca sulla passera spingendola indietro sino al muro, la massaggia con le labbra, le infila la lingua dentro, poco dopo, quando la donna gode rumorosamente senza rendersi conto, le mette un dito nella fica a uncino premendo sul punto G, quindi la donna geme, la sua vagina gronda mentre lei ulula con un orgasmo potente gocciolando sul dorso della mano dell’uomo.
Il cunnilingus è riuscito al punto che il farabutto dagli occhi incendiati di sesso può farla sua a ogni modo, decide allora di scioglierle lo chignon, la fa chinare in modo rude e le sbatte la verga sulle natiche senza sfilare il tutù, le sputa sull’ano aperto senza fiatare, pian piano glielo infila, la donna è tanto minuta che si sente il cazzo nelle viscere, il suo culo è strettissimo, la ballerina rannicchiata a pecorina si lascia possedere urlando ancora, dopo averla fatta godere come non mai l’uomo a cavalcioni si stringe il cazzo in mano e le sborrò sul collo, lo sperma le colò verso la faccia, sulle guance, sulla bocca, esausta con i crampi sui polpacci, la bellissima Roberta si gira, il suo volto è deturpato dal seme di quell’individuo senza scrupoli, lo guarda e gli dice.
“Perché lo hai fatto?”
Lui spietato afferma.
“Se non ti piacesse quello che ti faccio questa storia non andrebbe avanti.”
La ballerina, sottomessa dai giochi perversi di Pietro tace, lui allora continua a mortificarla per dimostrarle che lei non conta niente, le fa notare che nascosto dalla tenda che divide il camerino c’è anche un suo amico.
“Jack, vieni fuori.”
La ragazza guarda incredula l’uomo che emerge con l’uccello in mano stizzita e preoccupata, vorrebbe mandar via il guardone invitato da Pietro ma non riesce a farlo, schiacciata, con la mente inondata dall’angoscia si lascia sottomettere ancora.
Pietro le ordina.
“Forza, succhiagli il cazzo”.
Roberta si eccita all’idea di essere schiava di Pietro e decide di assecondare le sue fantasie, con la faccia sporca il trucco colato si mette in bocca la cappella dello sconosciuto, Pietro per fare un favore all’amico le tira su il sedere, lei resta a novanta gradi, Jack in questo modo mentre si sente massaggiare l’uccello con la lingua può guardare nello specchio dietro a Roberta il suo ano infiammato e rosso, la sua fica aperta e ancora gocciolante.
Pietro guida i giochi.
“Jack, riempile la faccia di sperma.”
Il tipo soffoca la donna muovendosi forte come se stesse scopando una vagina, esce rapidamente per sborrarle sul viso, la donna è sempre più irrequieta e la tensione le inonda la passera di calore, è una caverna rossa, bagnata e tumida, Pietro le strappa il tutù scoprendole il seno, glielo porge e le dice.
“Pulisciti, mi fai vomitare”.
Lei acconsente e ormai soggiogata al pazzo gli dice.
“Inculami ancora, offendimi, ma non lasciarmi più!”
Ma lui non obbedisce, lui comanda, vuole demolire la sua autostima per renderla sempre più prigioniera delle sue manie.
“No, niente da fare. Forza Jack, andiamo via, lasciamo sola questa cagna.”

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Inzest

Sex mitt einer verspielten Vegetarierin

Ich bin 42 Jahre alt und habe schon einige Beziehungen hinter mir.

Wenn ich ehrlich bin, dann muss man in einer Partnerschaft nicht nur viele Gemeinsamkeiten haben, sondern auch die Vorlieben im Sex müssen passen. Leider war das bei mir nicht immer der Fall.

Seit ein paar Monaten bin ich mit Mona eine Frau, die ich traf auf ‘ WWW.SARA69.DE ‘ Website, zusammen und wir verstehen uns prächtig, auch im Bett bzw. nicht nur dort, sondern an vielen verschiedenen “Schauplätzen”. Sie liebt es, wenn wir es an ungewöhnlichen Orten treiben. Manchesmal geschieht das ganz spontan. Wir werden von einem Moment auf den anderen ganz geil und versuchen es an Ort und Stelle auszuleben.

So geschehen vor einigen Tagen als wir in der Gemüseabteilung eines großen Kaufhauses waren. Ich legte gerade ein paar Tomaten in unseren Einkaufswagen als mich Mona auf einmal anlächelte. Sie stand mir gegebenüber auf der anderen Seite des Gemüseregals. Zuerst merkte ich gar nicht, was vorging, aber nach einigen Augenblicken senkte sie ihren Blick. Ich folgte ihren Augen nach unten. Sie hatte eine Gurke in der einen Hand und mit der anderen fuhr sie an ihr auf und ab. Dabei leckte sie mit ihrer Zunge an ihren Lippen.

Ich war sofort geil und grinste sie an. Sie ließ ihre Hand weiter an der Gurke auf und ab gleiten, als ob sie einen Pimmel in der Hand hätte. Mein Schwanz war schon richtig steif und es wurde eng in meiner Hose. Sie ging um das Regal herum und kam zu mir. Noch immer hatte sie die Gurke in der Hand. Komm, sagte sie leise zu mir und ich folgte ihr. Zielstrebig gingen wir durch die verschiedenen Lebensmittelregale in den hinteren Bereich des Kaufhauses, wo eine große Textilabteilung war.

Jetzt dämmerte es mir schön langsam, denn sie führte mich direkt zu den Umkleidekabinen. Wir schlossen die Tür hinter uns, die oben und unten offen war. Jetzt nahm sie die Gurke in den Mund und spielte wie mit einem Schwanz. Die Gurke war recht groß und füllte ihren geilen Mund komplett aus. In einer Ecke der Kabine stand ein runder Hocker, auf den sie jetzt ein Bein stellte. Sie hob ihren kurzen Rock hoch und schob den Slip auf die Seite. Ihre rasierte Muschi kam zum Vorschein und die Schamlippen waren schon voll mit Mösensaft.

Sie spuckte auf die Gurke und schob das riesige Ding dann vorsichtig in ihre geile Möse. Mona ist seit mehreren Jahren Vegetarierin, aber so hatten wir Gemüse noch nie verwendet. Jetzt ergriff ich die Gurke und schob sie ihr noch etwas tiefer in ihr geiles, nasses Loch. Sie legte ihre Arme ganz fest um meine Schultern und stöhnte leise auf. Das grüne Ding hatte sicher einen Durchmesser von mehr als 5 cm und war trotzdem schon über die Hälfte in ihrer Liebesgrotte verschwunden.

Ich begann sie mit der Gurke langsam zu ficken. Mona bebte unter den Stößen. Dann zog ich die Gurke ganz heraus und ihr geiles Loch blieb für ein paar Augenblicke weit geöffnet. Ein herrlicher Anblick. Ich nahm die Gurke hoch und hielt sie ihr vor das Gesicht. Man konnte ihren weißen Mösensaft schön auf der grünen Schale sehen und so auch erkennen, wie tief ich ihr das Ding schon hineingeschoben hatte. Es waren sicher 20 cm.

Das schaut geil aus, sagte Mona, aber jetzt wieder rein damit. Dreh dich um und beug dich nach vor, sagte ich zu ihr und schob ihr die Gurke von hinten in ihre triefenden Möse. Jetzt hatte ich ihre Möse schön vor mir und konnte sehen, wie die Gurke immer tiefer hineinglitt. Als sie so weit wie zuvor in ihrem Loch steckte – ich konnte das schön am weißen Rand ihres Mösensaftes erkennen – gab es einen kleinen Widerstand. Lass locker, sagte ich zu ihr und drückte etwas fester und schon gab ihr Körper nach und ich konnte ihr die Gurke noch weiter hineinschieben.

Ist das geil, ist das geil, sagte sie immer wieder. Mach weiter, ich will mehr. Ich musste die Gurke kurz loslassen, um sie mit den Fingern ganz hinten zu halten und drückte noch etwas fester. Ich traute meinen Augen nicht, aber die Gurke verschwand so fast zur Gänze in ihrer geilen Fotze. Das geile Ding sprengt fast meine Fotze, stöhnte sie und gleichzeitig forderte sie mich auf, sie mit der Gurke jetzt so richtig fest durchzuficken. Ich nagelte sie mit der Gurke so fest und tief wie ich konnte. Sie hätte am liebsten laut geschrieen, unterdrückte aber alles, in dem sie fest auf den Griff ihrer Handtasche biss.

Jetzt war ich so richtig in Fahrt und wollte mehr. Die Gurke steckte tief in ihre Fotze und ich begann ich Arschloch zu lecken. Ich ließ meinen Speichel mehrmals auf ihren geilen Hintereingang fließen, zog die Gurke aus ihrer Muschi und setzte sie an ihrer Rosette an. Sofort schob sie ihr Becken nach hinten und die Gurke glitt ein paar cm in ihr Arschloch. Ein kurzes, leises Au war zu hören und sie zuckte zurück. Die Gurke flutschte zwar heraus, aber der Anfang war gemacht. Ich leckte nochmals ihr jetzt schon ein wenig geöffnetes Arschloch und steckte ihr das grüne Ding erneut hinein. Mona atmete ganz tief und ich konnte ihr das Ding bis zur dicksten Stelle in ihren Arsch schieben. Wieder hielt sie kurz inne um tief zu atmen und ihr geiles Loch war bereit für mehr. Ich schob ihr die Gurke über diese dickste Stelle hinweg in den Arsch.

Tiefer, noch tiefer, schieb sie mir ganz hinein. Das ließ ich mir nicht zweimal sagen und schob ihr das Ding fast zur Gänze hinein. Jetzt schauten nur mehr die letzten 3 – 4 cm vom dünnen Ende der Gurke aus ihrem geilen Arschloch heraus. Los jetzt los, forderte sie mich auf und griff selbst mit einer Hand nach hinten. Sie drückte die Gurke mit ihrem Arsch wieder etwas heraus, fasste diese am Ende und begann sich selbst wie wild zu ficken. Nach ca. 1 Minuten kam sie zum Höhepunkt, bebte und zitterte am ganzen Körper und ließ die Gurke in einem Satz aus ihrem Arschloch gleiten.
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Ihr Arschloch war noch ganz weit geöffnet und sie steckte sich 4 Finger hinein. Jetzt will ich dich, sagte sie zu mir. Ich hatte meinen Schwanz schon vorher aus meiner Hose geholt und rammte ihn ihr in ihr offenes Arschloch. Obwohl ich mit meinen19 x 4,5 cm sicher nicht klein bin, hatte die riesige Gurke ihr Arschloch so weit gedehnt, dass ihr meinen Prügel gleich bis zum Anschlag hinschieben konnte. Ich war von der vorherigen Gurkenaktion schon so scharf, dass ich es nicht mehr lange aushielt.

Ich begann ebenfalls leiste zu stöhnen und sie merkte, dass mir der Saft hochstieg. Sie zog ihr Becken zurück und gab so meinen Schwanz frei, drehte sich um und begann sofort zu saugen. Im nächsten Augenblick spritzte ich ihr schon den Mund mit meiner Ficksahne voll. Es war wohl eine Riesenladung, denn der Saft rann ihr aus den Mundwinkeln auf ihre Bluse. Sie lächelte mich wieder an, wie vorhin beim Gemüseregal und erst jetzt nahm ich die Umwelt wieder war. Hoffentlich hat das niemand mitbekommen, war meine Sorge. Als wir wieder alles verpackt hatten, schaute ich vorsichtig aus der Kabine raus, aber glücklicherweise war niemand in der Nähe.
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Als wir einige Schritte gegangen waren, fragte ich Mona, wo sie die Gurke gelassen habe. In der Umkleidekabine natürlich, vielleicht inspiriert das ja die nächste Dame

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Meine geilen Schwiegereltern Teil 6

Meine unerwarteten geilen Schwiegereltern Teil6.

Der letzte Tag, bei meinen Schwiegereltern mit meiner geilen Nachbarin Rosi.

Irgendwann bin ich mal wachgeworden. Immer noch lag mein Kopf an Rosis Busen. Ich hatte einen trockenen Mund. Musste was trinken. Ich entzog mich der Umklammerung, und ging in die Küche.
Ich erschrak, als ich in die Küche kam. Der Kühlschrank war auf, und gab etwas Licht in die Küche. Auf dem Tisch saß Walter. Seine Beine waren leicht angewinkelt. Und er stöhnte. Schwiegervater, was machst du denn, fragte ich Ihn. Jetzt erschrak auch Walter, als er mich sah. Ich konnte nicht mehr schlafen. Hab mir was zu trinken geholt. Ich ging auf Ihn zu. Er drückte seine Beine zusammen. Was ist los, was hast du da?
Er wurde ernsthaft leicht rot. Ich nahm seine Beine, und drückte sie auseinander. Er hatte eine Möhre zwischen den Beinen, nein, er hatte sich die Möhre in sein Arschloch gesteckt, und wichste nebenbei. Du Schwein, sagte ich. Und morgen hätten wir die Möhre zum frühstück bekommen, oder was. Er grinste nur. Ein innerlicher Trieb bewegte mich dazu, mich vor ihn hin zu knien. Nahm seinen Schwanz in den Mund, und fing an ihn zu blasen. Er lies sich nach hinten fallen.
Er spreizte die Beine weiter, und winkelte sie an. Ich nahm die Möhre in die Hand, und schob sie immer wieder in sein Loch, ohne das ich seinen Schwanz aus meinem Mund nahm.
Er stöhnte nach wenigen Minuten, und ich wusste das er jetzt kommen würde. Kurz bevor kam, nahm ich die Möhre aus seinem Arschloch, und steckte sie ihn in den Mund. Hier, leck die Möhre sauber. Ich blies weiter, machte meinen Mund auf, und er spritze seine Ladung in meinen Mund. Ich schluckte mal wieder alles herunter. mmmmmmmmh, stammelte ich, das ist besser als Wasser.

Nachdem wir uns beruhigt hatten, ging ich ins Wohnzimmer, und wollte mich zu Rosi aufs Sofa legen, Sie war nicht da. Ich lauschte, und hörte, das sie im Bad war.
Ich ging schnell hinein, und sah, das sie sich gerade zum pinkeln hinsetzen wollte. Da rief ich stopp, Rosi. Ich hab so ein salzigen Spermageschmack im Mund.
Finde aber keinen Sekt, zum spülen. Grinste sie dabei an. Ok sagte sie, komm. Ich legte mich auf den Boden, sie kniete sich über mich, und sie lies Ihren Natursekt laufen. Es war nicht viel, aber es reichte das mein Mund komplett gefüllt wurde, und ich konnte den Spermageschmack meines Schwiegervaters herunter spülen. So los , lass uns weiter schlafen. Wird bestimmt nochmal ein anstrengender letzter Tag mit deinen Schwiegereltern, lachte Sie. Aber nur für dieses Wochenende, sagte ich.

Wir legten uns aufs Sofa. Und schliefen wieder sofort ein.

Auf einmal ein Krach im Wohnzimmer. AUFSTEHEN rief meine Schwiegermutter. Sie stand fertig gestylt im Wohnzimmer. Fertig gestylt, in Sinne von, frisch geduscht, einen roten Catsuit, eine kleine Schürze um, stark geschminkt und natürlich Highheels an. So los, bewegt euch. Rosi unter die Dusche, und du Stephan ziehst dir deine Schürze um , und machst den Fußboden in der Küche sauber. Du hast gestern soviel gepinkelt. Dann darfst du es auch aufwischen. Aber, ich dacht, wir machen es zusammen.
KEINE WIEDERWORTE brüllte sie mich an. Ich war erschrocken. Okay, ich mach ja schon. Nackt, nur mit der Schürze um, ging ich in die Küche. Los jetzt, aufwischen. Es stand schon alles bereit. Der Wischeimer, mit Lappen ect. Ich legte los. Ich kniete mich hin. und auf allen vieren machte ich den Boden Sauber. An einigen stellen war noch eine kleine Pfütze von unserer Pinkelei.
Meine Schwiegermutter stand immer hinter mir. Ab und zu berührte sie mit Ihrem Fuss meinen Hoden. Ich zuckte jedes mal zusammen. Einmal war es so schlimm, das ich fasst den Eimer umgeschüttet hätte. Etwas von dem Wischwasser sprang aus dem Eimer heraus. Los, auflecken, mit dem Mund. Du sollst nichts daneben schütten. Nein, Sylvia, bitte nicht. Okay, dann eben nicht. Da vorn am Küchenstuhl ist noch ne Pfütze von unsere Pinkeleinlage. Dann leckst du das auf. Sie stellte sich in die Wasserpfütze, sodass ich es mir nicht mehr überlegen konnte. Ich kroch zum Küchenstuhl, leckte einmal über den Boden. Mmmmmmh leckerer Anblick hörte ich Walter rufen. Er stand in der Küchentür, und rauchte seine Zigarette.

Nach einigen Minuten war ich fertig. Wollte gerade aufstehen, da rief Rosi aus dem Badezimmer. Hier ist auch noch alles Nass, von heute Nacht. Stephan, du Schlampe, komm hier her und mach hier auch sauber.
Ich ging ins Bad. Meine Schwiegermutter befahl indessen meinem Schwiegervater, er solle frühstück machen. Er zuckte auch zusammen, weil er es eigentlich nie machen musste. Er schlenderte in die saubere Küche und fing an. Zieh gefälligst die Schürze an, die auf deinem Stuhl liegt. Ja, ist ja gut, mach ich ja, stammelte er.

Im Badezimmer angekommen, fing mein Schwanz an zu wachsen. Er drückte die Schürze nach vorn. Rosi, stand auch frisch geduscht vor mir. Ebenfall im Catsuit, aber in weiß. Ihre schwarzen Stiefel an, und ebenfalls geil geschminkt. Die beiden Frauen stellten sich gegenüber. Küssten sich, und streichelten sich über ihre Arschbacken. Guten morgen meine liebe, sagte meiner Schwiegermutter zu ihr. Da wollen wir mal den heiligen Sonntag beginnen. Ja, schmatze Rosi.

Los Stephan, beeil dich. Wisch die fliesen sauber, umso schneller können wir frühstücken. Ich beeilte mich. Immer abwechselnd spürte ich die Schuhe von den beiden an meinem Hoden. Mein Schwanz wurde brutal steif. Wehe, wenn du vor geilheit abspritzt rief meine Schwiegermutter. Nein nein, sagte ich, es geht schon.

Nach dem ich fertig war, durfte ich aufstehen. Wir gingen in die Küche. Walter saß schon, und wollte gerade sich ein Brötchen schmieren.
Aufstehen rief Rosi. Er sprang erschrocken auf. Stellt euch beide an die Seite. Die beiden setzten sich gegenüber.
Nebenbei drehten sie die Tassen und Teller von unseren Plätzen um. Ihr noch nicht. Ihr bedient uns erstmal. Und wenn ihr gut gewesen seid, dürft ihr frühstücken, und auch duschen.

Da standen wir nun mit der Schürze, über unseren Schwanz nur bedeckt. Bitte eine Tasse Kaffee, rief Rosi.
Ich schenkte ihr ein, und sie fasste mich an meinen Schwanz. Nichts daneben gießen, sagte sie. Meine Hand zitterte.
Ich hätte gern mal die Brötchen, sagte Sylvia zu ihren Mann. Er reichte ihr diese. Bitte eins aufschneiden. Er wollte gerade das Messer ansetzten, da fasste sie ihm unter die Schürze und knetete ihm seinen Hoden.

Wir Männer mussten die Frauen bedienen. Und immer wieder mussten wir still halten, das sie uns an den Schwanz und oder an den Arsch fassen konnten. Unsere Schwänze standen schon richtig steif und rückten gegen den dünnen Schürzenstoff. Ich hätte gern ein Ei abgepellt, lachte Sylvia. Ich lehnte mich über Tisch, und holte ein Ei aus dem Korb. Klopfte es an, und wollte es gerade abpellen, da kniete sie sich hinter mich, drückte mich auf den tisch, und zog meinen Hoden an ihren Mund. Drückte den Hoden ab, und nahm ihn ihren Mund. Mein Hoden wurde immer praller. Ich nehm doch lieber ein paar frische Eier, und steckte sich meine Eier in ihren und, und saugte.
Oh ja, rief Rosi, ich auch. Leg dich zu ihm auf den Tisch. Walter beugte sich ebenfalls auf den Tisch, spreizte die Beine, und Rosi machte es Sylvia nach.
Beide schmatzen an unseren Eiern. Sie knieten sich breitbeinig hinter uns. Mit der der einen Hand schoben sie sich ihre Hand an ihre Möse und streichelten sich.
Ich stöhnte, Walter stöhnte.
Los, wichst euch eure Schwänze. Wir nahmen unsere Hände an unsere Schwänze uns wichsten uns. Wir mussten etwas weiter vom Tisch runter rutschen, da unsere Schwänze an die Tischkante kamen.
Rosi stand kurz auf, und griff zur Honigflasche. Nahm sie und ließ Honig auf unseren Arsch tropfen.
Schnell kniete sie sich wieder hinter Walter, nahm den Hoden in die Hand. Der Honig lief ganz langsam an unseren Arsch herunter, genau zwischen unseren Arschbacken. Als der Honig an unseren Rosetten war, ließen die beiden von unseren Hoden ab, fassten unsere Arschbacken an, zogen diese auseinander, und steckten ihre Zunge auf die Rosette. Der Honig, der herunter lief, drückten sie mit ihren Zungen in unser Loch, alles so klebrig. Sylvia nahm eine Hand. Drückte zwei Finger anstatt ihrer Zunge an mein Loch. Ohne Vorwarnung, steckte sie ihre Finger rein. Oh Gott, rief ich. Sie fickte mein Honig verschmiertes Arschloch.

Rosi sah das, und machte es ihr nach. Walter schrie nicht auf, er kannte wohl schon diese Dehnungen vom Arschloch. Sie fickten uns mit ihren Fingern.
Und immer schön weiter wichsen, riefen sie. Ich stöhnte, ich kann nicht mehr. Lasst mich abspritzen. Bitte.
Beide hörten auf. Kannst du auch schon abspritzen fragte Rosi meinen Schwiegervater. Ja, ich muss auch schon wieder abspritzen. Die Frauen krochen unter den Tisch.
Wir lagen immer noch mit dem Bauch auf dem Tisch, und wichsten weiter. Sie hielten ihren Kopf an unsere Schwänze, und warteten das wir abspritzen. Ab und zu steckten sie ihre Zungenspitze an unsere Eichel. Immer schneller wichsten wir. Und wie auf Kommando kamen wir beide gleichzeitig. Da wir nicht sehen konnten, wohin wir spritzten, schossen wir alles raus.
Rosi und Sylvia hockten unterm Tisch, machten ihren Mund auf, und versuchten alles auf zu fangen und zu schlucken, was wir abspritzten.
Ich weiß nicht mehr, wie viel ich abgeschossen hatte. Nach kurzer Zeit kamen die beiden unter dem Tisch hervor. Es muss sehr viel Sperma gewesen sein.

Beide sahen total geil aus. Völlig verschmiertes Gesicht. Überall Sperma. Sie lachten uns an. Danke für das Frühstück, sagten sie.
Sie stellten sich gegenüber, küssten sich gegenseitig das Sperma aus dem Gesicht.
Wir gehen ins Wohnzimmer, und genießen ein Gläschen Sekt. Ihr könnt frühstücken, und dann wird aufgeräumt. Wenn ihr fertig seid, könnt ihr auch ins Wohnzimmer kommen.

Die beiden gingen Hand in Hand in Richtung Wohnzimmer. Ihre Arschbacken wackelten in ihren Catsuits. Was für geile reife Frauen.
Ich schaute meinen Schwiegervater an, und fragte ihn. Hast du Hunger. Nein, nur Durst. Komm lass uns schnell ein Bier trinken, und dann räumen wir auf,
und gehen dann ins Wohnzimmer, und ficken ihre Löcher nochmal, bevor du gleich nach Hause musst.
Ich kann nicht mehr. Lass uns für heute aufhören, sagte ich zu ihm.
Na wenn du meinst, sagte mein Schwiegervater.

Wir nahmen das Bier und stießen auf unser zurückliegendes Wochenende an. War geil stammelte ich. Ja, mein lieber, lass uns das wiederholen. Komm aber ab und zu mal vorbei.

Wir beeilten uns mit aufräumen, und gingen dann ins Wohnzimmer. Rosi kniete vor Sylvias Fotze und leckte sie. Sylvia hatte schon Ihren Ledermantel an.
Komm, küss deiner Schwiegermutter nochmal die Möse. Wir müssen los, deine Frau kommt bald. Und sie darf doch nichts mitbekommen.
Ich kniete mich zu ihr, leckte ihr einmal kräftig über ihre Möse.
Mach es gut, bis bald, ich komme bald wieder, versprochen. Die Augen meiner Schwiegermutter glänzten. Das ist sehr lieb von Dir. Danke Dir für das geile Wochenende.
Walter schlug mir auf die Schultern, haste gut gemacht. Danke fürs Wochenende.

Rosi hielt mir den Bademantel hin. Na los anziehen, und ab nach hause. Wie so? Bin doch Nackt. Du hast doch die Schürze um, lachte Walter. Los raus jetzt, grinste er.
Mit Schürze und Bademantel schlichen wir uns in die Garage, und Rosi brachte mich mit meinem Wagen nach Hause. Während der Fahrt drückte Sie Ihre Hand auf meinen Schwanz. Durch den Bademantel spürte Sie meinen leicht schon wieder steifen Schwanz.
Wir fuhren gleich in die Garage.
Ich wollte gerade aussteigen, da hielt sie mich an meinem Arm fest. Kommst Du noch für eine Stunde mit rüber zu mir.
Kannst da auf deine Frau warten. Ich hab doch nichts zum anziehen, will duschen.
Komm mit rüber, kannst bei mir Duschen, und schöne Sachen zum anziehen hab ich auch für dich, das weißt du doch. Wir gingen durch ihren Garten , wo uns keiner sehen konnte, in ihr Haus.
Bei dem Weg ins Haus, fasste Sie durch meinen Bademantel an meinen Schwanz.
Wir warten jetzt schön auf Deine Birgit, und lächelte mich mit einem ganz geilen Grinsen an.

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Racconti Erotici

La sorellina….e le sue oscene voglie

Questa è una storia come tante,di un ragazzo che con il passare del tempo ha iniziato a dedicare i suoi pensieri per la sua sorellina,con dei pensieri all’inizio velati,ma che pian piano si sono tramutati in vera passione. Come dicevo,una storia come le altre,ma con una piccolissima differenza,che la mia è vera e non frutto di pure invenzioni o fantasie erotiche.
Mi chiamo Luca,ho 34 anni,e la mia bella sorellina si chiama Laura,che di anni ne ha 28,ma la storia in questione risale a tanti anni fa,
a quando precisamente io ne avevo 23 e Laura 17.Come tutti i ragazzi 23enni alternavo il mio tempo tra le partite a calcetto con gli amici,qualche serata in discoteca il fine settimana e le classiche uscite con gli amici per una passeggiata alla ricerca di donne da conquistare o ammirare. La mia bella sorellina,appena 17enne,aveva ormai preso coscienza di essere diventata una splendida donna:alta 170 cm,snella,prosperosa di seno,un viso angelico con quei lineamenti dolci che avrebbero fatto innamorare ogni ragazzino della sua età.Era cambiato ormai da un pò di tempo il suo modo di vestirsi,le sue abitudini,e anche la gente che frequentava .In passato,nonostante gli splendidi lineamenti e le forme che già iniziavano a plasmare il suo corpo,preferiva indossare un abbigliamento casual,jeans,scarpe basse e top aderenti,che ugualmente risaltavano quelle curve che iniziavano a prendere sempre più consistenza,senza ricorrere a un filo di trucco,rimanendo la classica ragazza acqua e sapone,quando a un certo punto inizia a sfoggiare le prime minigonne,le scarpe col tacco,le calze autoreggenti,i vestitini attillati,il tutto per somigliare sempre più alle sue amichette, sempre alla ricerca del vestitino alla moda per essere appariscenti e sensuali nonostante la giovane età. Laura era molto ingenua,non aveva avuto grandi esperienze in ambito sentimentale,e comunque con ragazzi suoi coetanei con la testa a posto.Il nostro rapporto è molto bello perchè fondato sulla confidenza,rispetto,amicizia.I primi pensieri di un certo tipo verso la mia sorellina sono iniziati verso i suoi 16 anni,quando girava per casa in modo molto succinto nel periodo estivo,semplicemente con le mutandine e una canotta,rigorosamente scalza perchè detesta camminare con le scarpe o altre calzature in casa.Vederla sfilare sotto i miei occhi quotidianamente era uno spettacolo,e sebbene fosse mia sorella,non disdegnavo delle occhiate furtive verso il suo bel sederino così tondo,sodo,custodito dalle mutandine brasiliane,che risaltano al massimo i glutei…Un conto è però guardare,ma le cose sono cambiate radicalmente quando un giorno ho sentito una vera e propria erezione,e quel giorno ha rappresentato l’inizio di una nuova fase della mia vita,in cui l’obiettivo primario era quello di guardarla,a tutti i costi,e masturbarmi per lei.
La nostra è una casa molto grande,e le stanza da letto sono contigue,per cui ci si può arrivare non solo dal corridoio comune quanto dal terrazzo.Iniziai per cui a studiare degli stratagemmi per poterla spiare:chiudevo la mia porta a chiave,in modo tale da impedire ai miei genitori di entrarci e constatare che mi ero rifugiato in terrazzo per spiare mia sorella…spegnevo chiaramente ogni luce,per evitare che la stessa si riflettesse sul terrazzo proiettando la mia ombra.Ovviamente lei chiudeva le persiane per non essere vista dai vicini quando si cambiava,ma non aveva,nè poteva,tener conto delle mie voglie voyeuristiche che mi spingevano a fare il possibile per poter anche per un secondo ammirare il suo splendido corpo.Approfittando di un giorno in cui non c’era nessuno in casa,cerco di ingegnarmi e con l’ausilio di un semplice coltello effettuo un foro sulla parte bassa della persiana della finestra di mia sorella.Ormai non doveva fare altro che attendere il corso degli eventi,il cammino per soddisfare le mie voglie represse aveva già avuto inizio.
Ci troviamo tutti in casa,e dopo cena sento Laura che dice a mia mamma che si andava a cambiare per uscire con le amiche,e in quel preciso momento il mio cuore ha iniziato a battere forte,emozionato di quello che avrebbe potuto succedere. Mi catapulto nella mia stanza,spengo le luci,chiudo la porta a chiave e mi precipito sul terrazzo,sdraiandomi in direzione del foro che avevo realizzato il giorno stesso;dopo qualche minuto di un’attesa snervante,vedo aprirsi la porta,Laura accende la luce e chiude la porta a chiave. Sento il mio cazzo già al massimo della sua erezione,no posso che trovare sollievo sbottonandomi i pantaloni e iniziando a masturbarmi. Laura si mette in direzione dello specchio e inizia a truccarsi;per la prima volta la vedo con un rossetto molto acceso che risalta ulteriormente le sue labbra carnose,e quel viso da l****a si trasforma minuto dopo minuto in quello di una donna sensuale come mai l’avevo vista. Inizia quindi a pettinare quei bellissimi capelli lunghi biondi,per poi dirigersi verso l’armadio e togliere fuori un completino intimo. Il momento è finalmente arrivato!Laura inizia la fase della vestizione ,toglie prima jeans,rimanendo con quella brasiliana che giornalmente turbava i miei pensieri,per poi sfilarsi anche il top e rimanere in reggiseno. Non era per me una situazione nuova perchè avevo assistito più volte a questo spettacolo,per esempio quando usciva dal bagno dopo aver fatto la doccia per dirigersi in camera sua,ma questa volta la situazione era differente perchè era la prima volta che la spiavo,e quella visione furtiva mi provocava delle emozioni mai provate fino a quel momento. Guardandosi allo specchio si slaccia il reggiseno,sfoggiando un seno che non avrei mai immaginato di vedere,una terza abbondante nonostante la giovane età, ma allo stesso tempo sodo,che sfidava la forza di gravità in modo invidiabile,e 2 capezzoli color rosa chiaro che sporgevano,e che rappresentavano ormai il mio sogno quotidiano. Ormai non potevo più credere ai miei occhi,la mia fantasia si stava realizzando,la mano viaggiava a ritmi vertiginosi,nella speranza che quella visione potesse durare il maggior tempo possibile..ma le sorprese non erano finite perchè in men che non si dica Laura abbassa le mutandine e rimane completamente nuda di fronte allo specchio e a uno spettatore d’eccezione,il fratello,che finalmente,dopo un mese abbondante fatto di passerelle in mutandine,viene premiato con la visione della sorellina completamente nuda a nemmeno 2 metri di distanza. Lo spettacolo era formidabile!Non immaginavo di vederla completamente depilata,e questo dettaglio è stato fatale perchè sento delle contrazioni talmente forti s**turite in un orgasmo di dimensioni mai provate in passato…A un certo punto Laura si gira regalandomi la visione del suo culetto,abbronzato fino a dove copriva il costume a mare,e completamente bianco nella parte più interna. Nemmeno il tempo di rendermi conto di questo secondo dettaglio che il mio cazzo prende nuovamente consistenza,pronto per una seconda masturbazione e secondo orgasmo…Lo spettacolo si era ormai concluso perchè in pochi minuto Laura si veste,chiude la luce ed esce dalla sua stanza,ignara di avermi reso felice come nessuno al mondo. Da quel giorno le mie fantasie erotiche si sono moltiplicate in modo esponenziale,e nonostante qualche rischio di essere beccato per questa mia nuova passione voyeuristica,inizio a conoscere Laura in ogni suo dettaglio,anche intimo…
Arriva l’inverno,e chiaramente diminuiscono sensibilmente le occasioni di spiare laura,anche perchè piove di continuo,fa freddo,e non sempre è possibile rifugiarsi nel terrazzo .Temevo di dover attendere l’estate successiva per rivedere il corpo della mia sorellina,quel seno che tanto mi aveva turbato,e il suo fondoschiena a mandolino,ma non sapevo che di lì a poco avrei assistito a una situazione che nemmeno nei miei sogni più remoti pensavo di poter vedere. Katya,l’amica di Laura,ci invita a casa sua per una serata in compagnia di un bel pò di amici. Katya era all’epoca una ragazza di 21 anni,universitaria. Arrivati a casa come al solito in ritardo,ad attenderci circa una quindicina di persone tra ragazzi e ragazze. I ragazzi avevano portato da bere alcolici e qualche stuzzichino. La padrona di casa mette un pò di musica caraibica,c’è chi inizia a ballare a ritmo di salsa e bachata, chi invece si sdraia sul divano a chiacchierare. Dei presenti conoscevo solo qualche ragazza amica di Laura,mentre non avevo mai visto i ragazzi,colleghi universitari di Katya,a dire la verità molto divertenti. La mia sorellina era vestita con una minigonna inguinale,calze nere velate e le ballerine,anche se avrei preferito mille volte il tacco ai fini delle mie fantasie erotiche. Dopo aver bevuto una serie innumerevole di cocktails preparatici dal barman d’occasione Lorenzo,il ragazzo di katya,la situazione diventa sempre più divertente perchè l’alcool ha già da un pezzo sciolto i freni inibitori e come accade ad ogni singola festa che si rispetti,ogni battuta non può che assumere i contorni pornografici,con riferimenti e allusioni che coinvolgevano tutte le ragazze,che dal canto loro non si imbarazzavano più di tanto. Nel frattempo l’eccitazione per me raggiungeva dei livelli incredibili perché anche le amiche di mia sorella erano molto affascinanti, ma il culmine l’ho raggiunto quando mia sorella,sedutasi sul divano con altre 3 ragazze, mostrava inavvertitamente le sue mutandine bianche,che si intonavano con il corpetto bianco semi trasparente che copriva il seno. In quel momento ho sentito un turbinio di emozioni:eccitazione per avere una visione talmente sensuale, ma allo stesso tempo vergogna perché quella visione era condivisa anche ai ragazzi che si trovavano al mio fianco,e che con la coda dell’occhio non potevano non guardare quello spettacolo sempre più arrapante grazie alla mia sorellina che muovendosi nel parlare con le sua amiche,apriva e chiudeva le cosce mostrando non solo le calze autoreggenti ma appunto le sue mutandine bianche. Quello stato di vergogna iniziale si trasforma però in poco tempo in fortissima eccitazione, sottolineata da un’erezione improvvisa;fu in quel momento che scoprii di eccitarmi al pensiero che anche sconosciuti potessero godere di quelle visioni che fino a quel momento solo io avevo potuto fruire, e anche in modo molto più esclusivo. A un certo punto uno dei presenti propone il classico gioco della bottiglia,che penso abbia rappresentato l’iniziazione sessuale per ogni ragazzino tredicenne,e che non facevo appunto da una di quelle feste appositamente organizzate all’età di 13,14 anni per avere i primi contatti con l’altro sesso. Nonostante qualche timido tentativo di rifiuto da parte di qualche ragazza, tra cui mia sorella Laura, la maggioranza la fa da padrone e ci ritroviamo tutti seduti per terra a cerchio con la bottiglia pronta a essere girata. Nemmeno 2 giri di bottiglia e già partono le prime penitenze a sfondo sessuale,ma di poco conto. Dopo qualche giro divertente,tocca a uno dei ragazzi a dover dire il tipo di penitenza, e lui chiede che la ragazza che sarà indicata dalla bottiglia dovrà rifugiarsi in cucina, togliersi il reggiseno, essere prima bendata, e poi palpeggiata da tutti i ragazzi per almeno 20 secondi. La bottiglia inizia a girare,per poi terminare la sua corsa indicando proprio lei,la mia Laura, che in pochi secondi è diventata rossa come non mai. A nulla è valso il suo rifiuto perché tutti avevano accettato precedentemente e si erano già esibiti in altre situazioni, anche se nessuna di questa portata. Quando vedo laura alzarsi per essere bendata ho provato un’emozione indescrivibile, e questo perché ero consapevole che quella visione sarebbe stata condivisa da perfetti sconosciuti che le avrebbero toccato il seno. Inizia il primo ragazzo che si dirige in cucina dove si trovava Laura, per poi tornare dopo 20 secondi. Ogni commento sul suo splendido seno fatto agli amici più intimi sottovoce equivaleva a un fortissimo senso di eccitazione che non riuscivo più a controllare, conscio della sega che sarei andato a farmi una volta tornati a casa. A turno seguono gli altri ragazzi, che quasi facevano a lotta per andare prima degli altri in cucina e toccare il seno di mia sorella. Quando torna l’ultimo ragazzo,pensavo che la penitenza fosse finita,quando invece tutti,rivolgendosi a me, mi esortano ad andare anche io in cucina e fare il mio dovere-piacere. Chiaramente rispondo di no perché Laura è mia sorella, ma loro invece insistono dicendo che non ci sono eccezioni per nessuno; quella ipotesi non l’avevo nemmeno contemplata fino a quel momento perché ero certo di non andare in cucina, ma dopo quelle insistenze alle quali rifiutavo esclusivamente per salvare le apparenze, il mio stato di eccitazione era talmente forte che mi alzo deciso e mi dirigo in cucina,chiudendo la porta alle mie spalle. Lei era lì,immobile, ignara di chi ci fosse di fronte, con un seno da baciare,quei capezzoli da succhiare,così grandi,rosa…approfittando del volume alto della musica, tolgo fuori la macchina fotografica e le s**tto una foto,senza flash chiaramente,per paura di essere scoperto per via del bagliore e del rumore che faceva; mi avvicino sempre più,vedo per la prima volta il seno di mia sorella a una distanza minima. Le mie mani si avvicinano e si poggiano sull’oggetto dei miei desideri, inizio a palpeggiare mia sorella con molto tatto. La sua pelle è morbidissima,candida..vorrei che il tempo si fermasse..con il dito indice e medio stringo i capezzoli di Laura che nel frattempo fa una piccola smorfia con la faccia,forse sintomo che possa essersi fatta un po’ male, o che si sia eccitata! Passano i 20 secondi più intendi della mia vita,mi precipito nella sala con gli altri ragazzi per il timore che lei si tolga la benda e mi veda. Il gioco continua, ma per me ora non ha più valore perché ho provato delle emozioni indescrivibili.
Ancora oggi riguardo quella foto e non posso fare a meno di masturbarmi,ricollegandola a quei momenti di follia pura che vedono il fratello palpeggiare sua sorella.
Dopo un lunghissimo inverno giunge finalmente l’estate, e ricominciano chiaramente le mie fantasie voyeuristiche su mia sorella,spiandola in ogni occasione e dedicarle tantissime seghe. Come ogni estate,i miei genitori partono in vacanza per circa una settimana, e noi rimaniamo soli, felici di poterci dare alla pazza gioia,invitare gli amici a casa, fare cenette e fare tutto ciò che possa portare a un grande divertimento. La stanza dei miei genitori è l’unica ad avere il condizionatore,per cui era ambita da entrambi, in modo tale che ciascuno potesse quanto meno affrontare quel caldo insopportabile. Avevamo deciso di dormire nel letto matrimoniale un giorno l’uno, evitando quindi ogni forma di ingiustizia. Il giorno in cui toccava a laura dormire, avevo registrato su Sky un film che mi piaceva da matti. Tornato a casa,non avendo ancora sonno vado nella stanza dei mie genitori dove c’era Laura che dormiva e accendo la televisione a basso volume, nella speranza di non svegliarla da una parte e di poter vedere il film dall’altra, ma dopo qualche scena lei apre gli occhi e mi domanda cosa sto facendo. Le spiego che volevo vedere il film e le chiedo se poteva dormire nella sua stanza anche per quella sera perché mi volevo vedere il film e sarei rimasto io lì a dormire. Lei mi risponde di no seccata e si rimette a dormire, acconsentendo per quella notte che ci fossi anche io e concedendomi lo spazio necessario per sistemarmi. Inizia il film ma dopo circa un’ora non riesco più a concentrarmi,mia sorella è sdraiata rivolta verso il letto, mostrandomi conseguentemente il suo splendido fondoschiena rimasto scoperto dalla canottiera che si è alzata con lo sfregamento del lenzuolo. Sento una erezione immediata, mi vengono mille pensieri,e il film è l’ultimo di questi…Spengo la televisione e chiudo la luce; nella stanza buio fitto,non si vede praticamente niente, e questa situazione mi dà il coraggio di abbassarmi i boxer e iniziare una sega lentissima,per il timore di svegliare Laura. Sono felice ed eccitatissimo, anche per il rischio che sto correndo visto che mi potrebbe beccare aprendo gli occhi e accorgendosi di cosa sto facendo. L’eccitazione sale vertiginosamente dopo qualche minuto,quando l’occhio si abitua al buio e iniziano a prendere forma anche se in modo non completamente distinta i vari oggetti della stanza, e anche il suo culo coperto da un minuscolo perizoma e lasciato in vista dalla canottiera che per un colpo di fortuna era salita su…Il mio cazzo raggiunge la sua massima dimensione,vorrei saltarle addosso,strapparle il perizoma, e penetrarla ripetutamente per fare sbollire questa eccitazione tremenda che mi ritrovo, ma chiaramente tutto rimane in una fantasia che non potrò mai realizzare. Mi viene però alla mente un’altra idea:avvicinarmi con il pene in fase di erezione al suo culo,che era esposto verso di me, e anche se non potevo sentire il contatto per me era già una sensazione indescrivibile perché mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi con una erezione pazzesca sul letto dei miei genitori con accanto il culo semi nudo di mia sorella. Prendo coraggio e mi avvicino,il cuore mi batte forte…inevitabilmente ogni persona si muove durante il sonno e il fato volle che Laura si muovesse, provocando il contatto delle sue natiche scolpite con il mio cazzo…mi sembrava di provare una sensazione paradisiaca…Chiaramente non poteva immaginare che si trattasse del mio pene, anche perché il contatto era molto superficiale,ma io prendo ulteriormente coraggio e mi avvicino un altro poco col bacino, cercando di posizionare il mio cazzo proprio tra le natiche di Laura. Questa volta il contatto è notevole, conscio di quanto io stia rischiando e della pazza che sto commettendo, ma si sa, ad un certa ora di notte si perde la percezione della realtà e si è capaci di fare quello che uno non farebbe mai di giorno completamente cosciente. Il cuore mi batte forte,e se prima Laura aveva il respiro pesante, ora non lo sento più,potrebbe essersi anche svegliata. Dovrei allontanarmi per non rischiare ma ormai sono entrato in un vortice di emozioni a cui non posso più sottrarmi!Inizio con un movimento pelvico a muovere il bacino lentamente,strusciando il cazzo su quel meraviglioso culo della mia sorellina, quando a una tratto avverto un suo piccolo movimento. Temo che si sia svegliata e che posa nascere una sfuriata furibonda, ma invece mi accorgo,incredulo, che anche lei ha iniziato a muovere il bacino favorendo questo mio strusciamento. Non posso credere ai miei occhi,mia sorella si sta strusciando sul mio cazzo. Eccitato come non mai faccio sentire ancor di più il contatto, questa volta il cazzo preme sul suo culo. Laura a un certo punto,senza girarsi,mette una mano vicina al suo culo e la lascia ferma. Prendo di coraggio e avvicino il mio cazzo alla sua mano,e una volta raggiunto il contatto la sua mano inizia a muoversi delicatamente sopra e sotto,per l’inizio di una sega che mai avrei pensato di ricevere in vita mia dalla mia sorellina. Il ritmo diventa sempre più veloce, il mio respiro diventa affannoso quando lei a un certo punto,sempre nella penombra si gira di s**tto e si avvicina all’orecchio sussurrandomi: ce l’hai il preservativo?Io le dico di no..cazzo,li avevo finiti…lei mi risponde:non importa,ma dimmi quando stai per venire!
Non posso credere a quello che mi sta succedendo,sto per scopare con mia sorella,sto per compiere un i****to e realizzare il sogno della mia vita.
Laura si mette a cavalcioni su di me,si sposta il perizoma e infila il mio cazzo nella sua vagina,che dopo qualche secondo è già bagnata,fino a risucchiarlo tutto fino a scomparire. Mi trovo dentro il corpo della mia sorellina, quel corpo che tanto avevo sognato, quel corpo che mi aveva regalato tante gioie per averlo spiato in centinaia di occasioni..Inizia a muoversi lentamente,sento un calore indescrivibile, le tocco quei seni che già precedentemente avevo avuto il piacere di toccare,ma questa volta li avvicino alla bocca e inizio a succhiarli avidamente come un amante passionale. A quel punto mi confida che l’amica le aveva raccontato che anche io le avevo toccato il seno,senza commentare ulteriormente,facendo accrescere il mio stato di eccitazione. Si muove divinamente, il piacere aumenta sensibilmente,rischio di venire da un momento all’altro. Le sussurro nell’orecchio di girarsi, questa volta sono io a prendere l’iniziativa e la penetro a pecorina, realizzando anche questa volta una delle mie fantasie più ricorrenti,frutto di tante masturbazioni aventi ad oggetto la mia splendida sorellina. La penetro sempre più forte, la sento gemere sotto i miei colpi..dopo qualche minuto sento l’orgasmo che sta per venire, mi stacco rapidamente per non rischiare di venirci dentro,lei si avvicina e lo prende in bocca ,inizia a succhiare e quando gridando dico che sto venendo,lei anziché allontanare la bocca, aumenta il ritmo,venendogli appunto sulle sua labbra, che continuavano a succhiare…
Senza profferire parola ci addormentiamo esausti sul letto, e da quel giorno nessun accenno a quello che è successo. Capisco che lei voglia rimuovere, o semplicemente abbia un senso di vergogna infinito, ma nessuno dei 2 può disconoscere quanto successo. Sono passati tanti anni senza poter raccontare questa mia esperienza, ma in forma anonima finalmente ho trovato il coraggio di farlo, solo così posso sentire nuovamente quella eccitazione che mi ha pervaso l’anima per tantissimo tempo,conscio che quella esperienza non tornerà più nella mia vita,ma che mi ha permesso di realizzare quella fantasia inconfessabile che mi ha reso la persona più felice al mondo.
Laura ora è fidanzata,vive in un’altra città..ci si vede raramente d’estate e nelle festività natalizie. Era una cerbiatta con un corpo da femme fatal, ora si è trasformata in una donna straordinaria,sempre con quella faccia da l****a, ma molto più audace. Veste in modo molto più provocante,sensuale…magari potessi possederla ancora una volta!
Di lei mi è rimasta però quella foto del seno,ricordo di tempi passati che forse non torneranno più.

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il lento scivolare di una coppia 18

chi mi volesse contattare può scrivere a [email protected]

Marco che ormai era diventato Master Marco era stato separato da quella che era sua moglie, da quella che era stata il suo grande amore perdendo anche la speranza di poterla rivedere o conciliarsi con lei in futuro.
Il suo destino o meglio quello che i suoi aguzzini avevano deciso diventasse il suo destino era risiedere in una grande villa dove avrebbe dovuto addestrare quelle che sarebbero diventate le schiave modello di vecchie pervertite o di vecchi sadici.
Mistress Maria lo portò a destinazione dicendo a Marco che quella sarebbe stata la sua residenza fino alla fine dei suoi giorni, ma che col lungo andare si sarebbe abituato all’idea di essere un educature di schiave e si sarebbe pure divertito.
Per due giorni Marco venne lasciate in pace nella sua stanza ed ebbe modo di riposarsi dal viaggio e di pensare come era cambiata la sua vita, di come sarebbe diventata e di cosa avrebbe dovuto fare.
Quello che lo sconvolgeva era che da oggi in avanti sarebbe stato un mezzo cattraveso cui quelli che erano stati gli aguzzini della sua famiglia avrebbero potuto ridurre altri nelle stesse condizioni.
Dopo due giorni iniziò quella che sarebbe stata la sua nuova attività: Mistress Maria gli portò due donne una sulla cinquantina e l’altra sulla ventina madre e figlia che avevano perso tutto al gioco ed ora per onorare il loro debito avrebbero dovuto diventare le schiave del barone che aveva pagato i loro debiti di gioco.
Pochi minuti dopo, entrò il barone facendo presente che voleva ass****re all’addestramento. Per prima cosa Marco ordinò alle due donne di restare in mutandine e reggiseno. Le due si spogliarono subito senza esitazioni sapendo benissimo che non avevano altra scelta. A quel punto Marco si avvicinò alla madre che era una donna non tanto alta, ma con due enormi zinne probabilmente una sesta misura e cominciò a tirare i capezzoli con le unghie, la donna a quel punto cominciò a urlare dal dolore, ma Marco non si fece impressionare anche perché sapeva che se non le avesse addestrate a dovere quello che avrebbe subito delle brutali conseguenze sarebbe stato lui e infatti disse alla donna che non le era stato dato nessun permesso di esternare le sue sensazioni. Marco poi fece lo stesso trattamento alla figlia che invece era molto più proporzionata, essendo infatti alta circa 1,80 cm per una quarta di reggiseno e un bel sederino a mandolino.
Alla ragazza Marco ordinò subito di togliersi le mutandine, infatti il buchetto del sederino sembrava assai stretto quasi come non avesse mai avuto rapporti anali e voleva controllare meglio. Marco mise allora due dita dentro il sederino e si rese conto che il buchetto era talmente stretto che probabilmente era vergine. Allora per umiliare la ragazza pensò di prendere una radice di zenzero una sorta di dildo naturale, ma con proprietà urticanti molto elevate e di metterla nel sederino della ragazza lasciandolo circa quindici minuti ovviamente senza lubrificazione.
Fin dal momento successivo in cui la radice venne introdotta nel sedere, la ragazza urlò dal dolore per il bruciore cosa che fece urlare la madre verso Marco:” ma cosa stai facendo bastardo, ma non ti vergogni a trattare una ragazzina in quel modo alla tua età? Potrebbe essere tua figlia….”, Marco con sobrietà disse alla donna che sarebbe stata severamente punita in quanto non avrebbe più dovuto azzardarsi a una frase del genere, di una gravità inaudita per una schiava, a quel punto il barone sorrise in modo beffardo verso la donna.
Lo strazio che questa povera ragazza aveva dovuto subire durò circa quindici minuti che per lei furono interminabili, Marco dopo circa cinque minuti per aumentare il dolore della povera ragazza le strinse i capezzoli con le unghie cosa che le fece muovere il sedere e conseguentemente aumentare il potere urticante dello zenzero. Quando tolse lo zenzero dal sederino per la ragazza fu una liberazione che la fece quasi svenire.
A questo punto Marco con sorriso beffardo disse che per la figlia la prima lezione di addestramento poteva considerarsi conclusa e poteva essere riaccompagnata nei suoi alloggiamenti, mentre la madre sarebbe restata per essere punita.
Marco allora ordinò alla donna di appoggiarsi alla spagliera che era nella stanza e cominciò a frustarla con una stecca di bambù in trenta interminabili colpi che produssero delle piaghe e dei dolori lancinanti sul sedere della donna che non era neanche più in grado si sedersi dal dolore che aveva. Finita la punizione Marco disse che anche per la madre era finita la prima lezione, ma che andava divisa dalla figlia perché questa non subisse la sua influenza ribelle.

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L’attesa del cornuto

Quando nel profondo della notte, disteso sul divano, al buio, con la tivù accesa -ma che non vedi né senti- attendi il suo ritorno ti chiedi cosa ti abbia spinto a mandare tua moglie fra le sue braccia. Quale strana malattia della mente ti ha portato a bramare ciò che gli altri uomini aborrono di più, le corna. Perché, non illuderti, sono corna. Corna. L’altro non è un toy-boy è un uomo. Un uomo che da ore sta trombando tua moglie. E tua moglie lo sai benissimo che non è una bambola di pezza, ma una donna e che prima di andare a letto con un uomo ne vuole sentire l’odore, il sapore, apprezzarne l’intelligenza, la simpatia, la classe; lo vuole scegliere, vuol farsi corteggiare. Chi stà trombando tua moglie non è un fantoccio ma un uomo che le è piaciuto. Lui le piace davvero. L’ha coinvolta, sedotta, comquistata. Per molti giorni lei ha atteso questa serata. Ha ricevuto decine di suoi messaggini e chiamate. Tua moglie da tempo aveveva sempre con se il cellulare, anche la notte; e la notte arrivavano messazzini in vibrazione. Lei rispondeva agli sms e poi percepivi che pensando tu dormissi si masturbava. In questa love-story però non sei stato passivo testimone. Ne sei stato il promotore e attivissimo ruffiano. L’hai lusingata dicendole che se un uomo come quello la corteggiava con tanta assiduità e insistenza significava che la vede come una donna affascinate, malgrado i quaranta suonati. Lei ha ceduto alle sue lusinghe e alle tue insistenze ed ora è con lui, nel suo letto con lui che la sbatte. Nell’immaginarli insieme il tuo pene ora si erge ora si affloscia. Oscilli fra paura e esaltazione. Sono cornuto, ti dici. Finamente cornuto! Ma non sai se sei pienamente contento. Dentro di te qualla vocina ti mette in guardia. Ma poi il pene si erge di nuovo spinto dal desiderio di goderti le corna e lo masturbi prima piano poi freneticamente. Ti trattieni. Sai fin troppo bene che se vieni poi l’eccitazione passa e rimane solo l’angocia. Allora ti fermi. I secondi sono minuti e i minuti ore, nella notte che lei è con lui. Poi infine senti la chiave nella serratura. balzi in piedi ma poi ti fermi. Non vuoi farle vedere quanto sei felice. Lei viene verso di te e tu vedi quanto sia distrutta, stanca, truccata alla meno peggio. Ti da la borsa e si avvia verso il bagno. Nella borsa ci sono gli slip madidi ancora dei suoi umori. Lei sa bene che userai quegli slip per accitarti annusandoli per giorni. La raggingi in bagno. Lei sta pusciando nel bidet. Scoreggia e piscia appoggiando la testa stanca alla parete davanti a se. Ti avvicini, ti inginocchi accanto a lei per il solito rito dell’abluzione pest coito e regoli l’acqua per renderla tiepida; poi la lavi delicatamente senza sapone intimo. Lei si solleva a fatica e tu sorreggendola l’asciughi. Lei ti cede, Sa che è il tuo momento. Si lascia accompagnare in camera mentre tu la cingi per i fianchi, poi scendi a carezzarle le grasse chiappe che certo _tu speri con tutto il cuore- lui avrà provanato. Azzardi a toccarle il buco del culo e lei ha un piccolo gemito di dolore. Esulti dentro di te: ‘L’ha inculata!! l’ha inculata!! Evvaiiii!!’ e immagini la scena oscena. Arrivata al letto si gira e si siede mentre tu la sostieni; poi la lasci e lei si distede allargando le cosce offrendoti la visione della vulva ancora schiusa e tumefatta, ancora sensibilissima al tatto. Accosti piano la bocca, senza premere. Un fortissimo afrore di sesso emana da quella vulva a lungo penetrata. Forte odore di urina, sperma, umori vaginali… E’ questo odore che testimonia il misfatto tanto bramato; testimonia il passaggio del grosso membro di lui, perché lui ha il cazzo grosso, largo, con una massiccia cappella che ha certo riempito tua moglie stimolandone gli orgasmi… Altro che il tuo finissimo 12 cm, buono appena per seghe. Anche la lingua è delicata nel tocco. Lei sobbalza. ‘E’ stato meraviglioso’, ti dice. ‘Lo rivedrai, vero?’ ‘Si… Fra tre giorni’. ‘Ti manca già?’, azzardi… Non ti risponde. E tu, pur cosciente del pericolo ti esalti ancora e la sega parte frenetica. Poi la sua mano sul tuo capo e le sue parole sussurrate con dolcezza: “Sei cornuto sai mauro? Cornuto davvero… Quello mi ha fatto perdere la testa, sai cornutone mio?… Mi manca, accidenti! Mi manca già…” A quelle parole intesifichi la leccata e lei invece di respingerti ti assecondo. La vulva ha ripreso tono e viscide sostanze odorose la impregano di nuvo. Tu succhi avidamnete, le lecchi, ne aspiri l’odore forte. Il suo bacino si muove per cercare il cantatto con la tua bocca, ma certo si muove anche perché sta immaginando di offrirsi al maschio, al suo adorato amante; amante che fa di te un vero cornuto eccitato, segaiolo, impotente a soddisfare una moglie in calore.

-Oddio mauro… Oddioooo!! Lo voglio… lo voglio… lo voglio…” queste parole sono frustate di eccitazione per te, cornuto che smani, mugoli, beli come un caprone. I suio gemiti e implorazioni ti danno la certezza assoluta di essere cornuto. Cornuto come in tante fantasie masturbatorie hai immaginato di diventare. Da un anno hai accampato una inesistente impotenze solo per renderla più disponibile per un maschio che te la trombasse. I primi tempi lei cercavi di portarti dallo specialista, ma tu dicevi di essere quasi impotente a causa dello stress di lavoro. Quante volte mentre la masturbavi le dicevi quasi piagnucoloso che pur di non vederla soffrire avresti volentieri accettato le corna, purché fatte con discrezione. E lei sempre a darti del cretino. Poi pian piano ha iniziato ada cecttare l’edea e a tacere mentre le dicevi che un uomo discreto, potente, affidabile le avrebbe portato un pò di serenità. E lei ora taceva e si muoveva di più assecondando la masturbazione. ‘E’ pronta!’ pensasti. Ora cerchiamo il maschio giusto. Sono passati pochi mesi da allora e il maschio giusto ha già eiaculato dentro tua moglie diverse volte. Il prossimo passo sarà portarlo a casa per farli trombare nel lettone, nel sacro talamo, ma non sarà facile. Tua moglie non sa che glielo ha fatto incontrare tu per caso, come un tuo amico di facebook. Ma tua moglie ti sorprende acora:

“mauro, amore mio, sai cosa penso?…” tu annuisci col volto fra le sue cosce: “Penso che sarebbe bello poterlo far venire qui a casa mentre tu stai giù in tavernetta, nascosto, zitto zitto, a farti le seghe… Che ne dici?! potresti ascoltare… Ti godresti le corna in diretta… eheheh… e quando lui andrebbe via sarei ancora calda… E tu… ehm ehm… potresti approfittare di più… Che ne dici cornutone mio?” Un fortissimo tuo gemito e le scosse dell’orgasmo masturbatorio le darebbero la risposta.

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DominoMädchen Teil 1

Kapitel 1

Tina – Ein nächtlicher Überfall

Unruhig wachte Tina auf. Sie wußte nicht, was sie geweckt hatte, aber sie war auch nicht unglücklich darüber wach zu sein. Seit drei Tagen, seit der Trennung von Torsten, schlief sie nicht mehr gut. Es war ziemlich gemein gewesen, wie sie mit ihm umgesprungen war. Aber er hatte mit ihr schlafen wollen, und dazu war sie mit ihren gerade 18 Jahren noch nicht bereit.

Sie hatte sich nicht mehr zu helfen gewußt. Seine Finger waren seit Wochen immer frecher geworden und sie hatte sich immer heftiger wehren müssen. Vor drei Tagen hatte sie nicht mehr gewußt , wie sie sich seiner erwehren könne. Ihr war klar gewesen, daß bei einer Weigerung eine Vergewaltigung möglich gewesen wäre. Also hatte sie zu einem Trick gegriffen.

Sie hatte vorgeschlagen, dass sich jeder hinter einer spanischen Wand auszog und seine Sachen über die Wand warf. Er hatte auch begeistert mitgemacht. Als seine Sachen alle über der Wand gewesen waren, hatte sie die Sachen mitgenommen und war weggelaufen. So hatte er sie nicht verfolgen können. Dennoch war er ihr ein Stück hinterher gelaufen, völlig nackt.

Was hatte sie dafür gekonnt, daß er geradewegs in eine Traube Jogger hinein gelaufen war? Das laute lachende Grölen hatte sie noch lange gehört. Das war das Ende ihrer Beziehung gewesen.

Am nächsten Tag hatte sie Torsten in der Firma, in der sie beide Lehrlinge waren, nur angefunkelt und leise zu ihr gesagt:

“Das zahle ich dir heim!”

Seit diesem Tag schlief sie sehr schlecht.

Wieder klirrte etwas. Langsam wurde Tina nervös. Immerhin war sie in dem großen frei stehenden Haus ganz alleine. Ihre Eltern waren für eine Woche weg und die Haushälterin war nur über Tag da. Sie fröstelte leicht. Hoffentlich bildete sie sich die Geräusche nur ein! Dann stand sie auf. Tina trug einen Schlafanzug mit geknöpften Oberteil und langer Hose, darunter nur ihren weißen Baumwollschlüpfer. Sie überlegte, ob sie einen Morgenmantel anziehen sollte, entschied sich dann aber dagegen. Sie öffnete die Tür und schlich hinaus. Barfuß tapste sie nach unten und horchte wieder. Nichts zu hören!

Dann öffnete sie die Tür zum Wohnzimmer. Bevor sie die Hand an den Lichtschalter legen konnte, ging plötzlich eine Taschenlampe an und der Strahl des Lichts ging genau in ihr Gesicht. Tina stand wie erstarrt und hörte neben sich eine Stimme.

“Keine Bewegung, kein Mucks, wenn dir dein leben lieb ist!”

Tina fühlte sich wie gelähmt und konnte sich nicht rühren. Jemand faßte sie am Arm und zog sie in die Ecke zu dem Billiardtisch mit der darüberhängenden Lampe.

“Was soll das?” stotterte Tina ganz ängstlich, aber als Antwort kam nur ein rauhes

“Halt den Mund!”

Entsetzt bemerkte Tina, daß 4 Personen im Raum waren. Sie konnte nur undeutliche Schatten erkennen. Dann packte sie ein zweiter am Arm und man zwang sie rücklings auf den Billiardtisch. Schon waren auch die anderen beiden da und ehe Tina reagieren konnte waren ihre Hand- und Fußgelenke an den Tischbeinen festgebunden. Jemand faßte ihre Hüfte und zog sie hoch, während jemand anderes ein pralles festes Kissen unter ihren Po schob. So war Tina gezwungen ihren Unterleib unanständig hochzuwölben.

“Bitte laßt mich doch in Ruhe, oder ich schreie um Hilfe!” wimmerte Tina verzweifelt.

Eine belustigte Stimme antwortete:

“Schrei ruhig, das macht uns an. Die Nachbarhäuser sind so weit entfernt, daß dich sowieso niemand hört!”

Es klickte. Tina mußte geblendet die Augen schließen, als die große Lampe über dem Billiardtisch anging. Als sie die Augen vorsichtig wieder öffnete, konnte sie ihre vier Peiniger etwas besser sehen, obwohl rund um den Tisch Dunkelheit herrschte. Alle vier trugen Strumpfmasken mit Löchern für Augen, Nase und Mund. Die Angst in Tina nahm zu. Alle vier standen um den Tisch und starrten sie schweratmend an.

Durch ihre Lage drückten ihre Brüste prall gegen das Oberteil. Das wirkte, als ob jeden Moment die Knöpfe platzen würden. Einer der Männer sagte bedächtig:

“Ob wir die Knöpfe lieber aufmachen, bevor sie abreißen?”

“Das dürft ihr nicht, das ist verboten!” jaulte Tina.

Tobendes Lachen von allen Seiten war die Folge, während eine Hand seelenruhig damit begann die Knöpfe des Schlafanzugoberteils zu öffnen. Verzweifelt zerrte Tina an ihren Fesseln und wimmerte jämmerlich, aber es war zwecklos, die Fesseln saßen fest und sie war völlig hilflos. Alle Knöpfe waren geöffnet und man konnte in dem leicht aufklaffenden Oberteil einen Streifen nackter Haut sehen. Eine andere Hand grifft zu ohne auf die verzweifelten Proteste Tinas zu achten und schlug das Oberteil weit auf. Tinas Brüste waren nackt.

“Wow, sind das Euter!” sagte einer der Männer andächtig.

Tinas pralle Brüste waren im grellen Licht der Lampe deutlich zu sehen, die blassrosa Vorhöfe und die kleinen knallroten Knospen. Die Brüste waren ziemlich kräftig und die Farben bildeten einen angenehmen Kontrast zu Tinas dunkelblonden schulterlangen Haaren. Scham wallte in Tina hoch und leichte Röte färbte ihr Gesicht und den Hals.

Tina war furchtbar beschämt ihre Brüste so hilflos präsentieren zu müssen. Aber es kam noch schlimmer, alle vier begannen sachte und behutsam ihre Brüste zu streicheln. Wieder zappelte Tina verzweifelt in ihren Fesseln.

“Laßt mal sehen, ob wir sie nicht ein bißchen heißer kriegen!” sagte einer.

Er kramte im Hintergrund, dann kam er mit zwei Zahnbürsten zum Tisch zurück. Er reichte sie einem anderen. Alle Hände zogen sich zurück und die beiden Zahnbürsten begannen damit behutsam über ihre Warzen zu bürsten.

“Oh nein!” wimmerte Tina entsetzt als ein seltsames Gefühl durch ihren Körper zog.

Unbeirrt wurden die Warzen behutsam weiter gebürstet. Das Kribbeln in ihren Brüsten nahm zu und Tina fühlte Hitze in sich aufsteigen. Schließlich heulte sie:

“Ihr verdammten Schweine, hört endlich auf!”

Lachend erklärte einer der Männer:

“Mach uns doch nichts vor, man kann doch klar sehen, wie gut es dir gefällt!”

Es stimmte, Tina spürte, das ihre Brustwarzen wie zwei Metallstifte steif nach oben ragten und ein angenehm ziehendes Gefühl durch ihre Brüste tobte.

“Oh mein Gott!” schluchzte sie verzweifelt um sofort wieder entsetzt aufzukreischen, als zwei Hände an ihrer Schlafanzughose nestelten.

“Nicht die Hose ausziehen!” kreischte sie entsetzt.

Ungerührt schob der Mann die Hose herunter. Ein anderer hob sie wieder an der Hüfte an, damit der andere die Hose bis zu den Knöcheln herunterstreifen konnte. Voller Scham und Angst heulte Tina verzweifelt.

Der Mann unten schnitt die Hose entzwei um sie ganz abzustreifen. Nur ihr dünnes Baumwollhöschen schützte Tinas Heiligtum noch vor den geilen Blicken der vier. Voller Entsetzen fiel Tina ein, daß sich ihre Lippen deutlich in dem Höschen abzeichneten.

“Bitte hört doch endlich auf!” schluchzte sie voller Scham.

“Aber warum denn?” kam es spöttisch zurück.

Eine dritte Hand mit Zahnbürste näherte sich. Als Tina ahnte, wofür die gedacht war, begann sie wieder zu schreien. Aber zwecklos, sachte bürstete die dritte Zahnbürste ihre im Höschen abgezeichneten Lippen. Alles Zappeln und Betteln blieb ohne Gehör. Tinas Geschluchze und Gejammere wurde immer leiser um dann ganz zu erlöschen.

In Tinas Kopf dröhnte es, sie spürte die drei Bürsten extrem deutlich, dann das ziehende Gefühl, was sie manchmal mit ihren Fingern erzeugte, wenn sie an sich spielte. Oh nein, nicht das, dachte sie voller Verzweiflung und mußte dann zum ersten Mal stöhnen. Im Hintergrund hörte sie einen der Männer:

“Das wurde ja auch Zeit, dass sie geil wird!”

Auf einmal hatte Tina das Gefühl, als müsste sie Pipi machen, es wurde ganz heiß in ihrem Schoß und sie brüllte keuchend auf, als es ihr kam. Fast zwei Minuten war sie ganz weg im Orgasmusrausch. Als sie wieder zu sich kam, standen die vier um sie herum.

“Du hast einen nassen Fleck in deinem Höschen!” sagte einer spöttisch.

“Du kleines Ferkel bist auch wahnsinnig gekommen!” lachte ein anderer.

Tina spürte, wie sie blutrot anlief. Der dritte sagte bedauernd:

“Wir können dem armen Mädchen doch nicht das nasse Höschen anlassen!”

Entsetzt schrie Tina wieder los:

“Doch, bitte anlassen, bitte habt doch Erbarmen mit mir, ich flehe euch an!”

dann begann sie haltlos zu schluchzen. Wieder antwortete ein anderer:

“Nun stell dich doch nicht so an, nimm einfach an, du wärst beim Frauenarzt. Du brauchst dich echt nicht vor uns zu schämen!”

Dann faßte er behutsam an den Gummibund des Schlüpfers. Wieder winselte Tina:

“Bitte tun sie das nicht, bitte, ich mache auch, was sie wollen, aber lassen sie das Höschen an!”

Der Mann hörte auf und sagte:

“bist du da ganz sicher?”

“Ja, ehrlich!” stotterte sie voller Angst.

Ohne ein Wort zu sagen zog er sich aus. Kurze Zeit später war er bis auf die Strumpfmaske völlig nackt. Als er auf den Tisch in Höhe von Tinas Gesicht kletterte, konnte Tina zum ersten Mal einen kräftigen Männerschwanz sehen. Sie war entsetzt über Größe und Dicke dieses Geräts. Mit leichtem Spott sagte er:

“Du wirst jetzt deine Zunge herausstrecken und schön fest über die Kuppe von dieser Zuckerstange lecken.”

“Sind sie wahnsinnig?” heulte Tina. “so eine Schweinerei mache ich nicht!”

“Na gut, dann doch das Höschen aus!” sagte er gleichmütig.

“Nein!” heulte Tina. “Ich mache es, nicht das Höschen ausziehen. Ich mach es ja!”

Zögernd streckte sie die Zunge heraus und leckte über die rotleuchtende naßglänzende Eichel. Es schmeckte etwas salzig, aber war eigentlich nicht weiter schlimm. Mutiger geworden, leckte sie jetzt fester über die Eichel, während der Mann stöhnte. Im stillen dachte sie: wenn das alles ist, was auf mich zukommt, dann schaff ich das schon.

Der Mann kletterte herunter und ein anderer kam auf den Tisch. Mit einem Seitenblick bemerkte Tina, daß mittlerweile alle nackt waren. Der andere Schwanz war dünner und länger und ein glasklarer Tropfen war auf der Spitze. Aber er schmeckte ähnlich wie der erste. Auch ihn leckte sie , bis er prall angeschwollen war und schon zuckte.

Als der letzte in diesem Stadium war, wurde ihr plötzlich gewaltsam der Mund geöffnet. Ehe sie protestieren oder sonst etwas tun konnte, steckte der Mann den Schwanz tief in ihren Mund und stieß gegen ihren Schlund. Mit Gewalt mußte Tina den Brechreiz unterdrücken, sie würgte und röchelte, als der Mann den Schwanz in ihrem Mund hin und her bewegte. Wieder versuchte sie zu strampeln und sich zu wehren, was aber wegen der Fesseln nicht möglich war. Entsetzen quoll in ihr hoch, der Schwanz bewegte sich schneller in ihrem Mund. Sie hatte das Gefühl er beginne leicht zu pulsieren.

“Nein!” gurgelte sie verzweifelt, da stieß er den Schwanz bis zum Anschlag in den Schlund und gurgelnd spürte sie, wie er pulsierend eklig schmeckenden Schleim in ihren Mund spritzte. Würgend, röchelnd und verzweifelt war sie nur darauf konzentriert nicht zu ersticken. Die Masse spritzte er sofort in den Schlund, der Rest füllte ekelhaft ihren Mund. Nur am Rande spürte sie, wie mit einem Ruck ihr Höschen heruntergerissen wurde. Sie war völlig nackt.

Als er endlich seinen Schwanz aus ihren Mund gezogen und sie die Würgereflexe überwunden hatte, schrie sie wüten:

“Ihr verdammten Schweine, ihr habt mich belogen, mir das Höschen ausgezogen und mir auch noch die Schweinerei in den Mund gespritzt!”

Dann brach sie in schluchzendes Weinen aus. Ihr Weinen verstärkte sich, als die Männer amüsiert lachten. Einer sagte:

“Aber warum schämst du dich denn? Wenn man so eine prächtige Teeny-Votze hat, braucht man sich doch nicht zu schämen!”

Während dieser Worte strich seine Hand zärtlich durch ihren flaumigen Schamhaarbusch. Passend zu ihren dunkelblonden Haaren war der Flaum mittelbraun, sehr weich und ziemlich dünn, so daß man ohne weiteres ihre Mädchenlippen durchschimmern sah. Tina röchelte verzweifelt:

“bitte nicht da anfassen, das ist Schweinekram!”

Wieder kam eine spöttische Antwort:

“Hör auf zu winseln, du kannst nichts dagegen tun!”

Dann zogen ihr freche Hände die Schamlippen weit auf. Jetzt konnte man sicher ihren dicken Mädchenkitzler sehen. Tina war verzweifelt. Ihre Ohren dröhnten und sie wand sich in den fesseln. Da hörte sie erneut etwas Schreckliches.

“Ich finde die Schamhaare stören, man kann die freche Spalte gar nicht richtig sehen. Wir sollten sie rasieren!”

Die wollten ihre Haare wegmachen! Tina wurde es schlecht vor Angst, wieder wollte sie in Protestgeschrei ausbrechen, aber da hörte sie die unglaubliche Antwort.

“Ich denke, wir sollten sie erst mal aufbohren, dann können wir sie immer noch rasieren. Die Arschkerbe muß schließlich auch rasiert werden und da werden wir sie losmachen müssen.”

Gellend kreischte Tina los:

“Ihr verdammten Schweine, ich bin noch Jungfrau, das dürft ihr nicht, ihr Ferkel!”

Zwei Mann hatten sich wieder über ihren Oberkörper gebeugt und begannen damit ihre Brüste mit dem Mund zu liebkosen. Sie spürte, wie ihre Beine weit aufgezerrt wurden. Jetzt passiert es, dachte sie voller Angst. Aber plötzlich spürte sie etwas nasses rauhes über ihre Schamlippen streichen. Dann drang etwas feuchtes spitzes dazwischen ein.

Mein Gott, ich werde mit der Zunge geleckt, dachte sie verzweifelt. Sie konnte sich nicht vorstellen, wie jemand so versaut sein konnte in ihre untere Öffnung seine Zunge hineinzustecken. Es hörte nicht auf. Die Zungenspitze umkreiste jetzt ihren Kitzler und Tina bemerkte, wie wieder das Ziehen begann. Das darf doch nicht wahr sein, dachte sie, das kann mir doch nicht gefallen!

Mit einem Ruck stieß plötzlich die Zunge in ihr Loch hinein und leckte dann rauh und fest durch die gesamte Spalte. Jetzt konnte Tina einen gurgelnden Aufschrei nicht unterdrücken. Ihre Votze brannte vor Verlangen. Eine Stimme flüsterte in ihr Ohr:

“Ja, du kleines Ferkel, stöhne nur! Erst spielst du uns die züchtige Jungfer vor und dann winselst du laut, wenn dir die Votze geleckt wird. Du bist ein Schweinchen!”

Er hat recht, verdammt noch mal, er hat recht, dachte sie. Mit jeder Sekunde lecken reagierte ihr Körper heftiger. Wellen der Lust durchrasten Tina jetzt. Ihre Brustwarzen brannten unter den saugenden Mündern und waren auch ganz dick geschwollen. Entsetzt bemerkte sie, daß sie dabei war ihren Unterkörper dieser Zunge entgegenzudrücken. Ihr Vötzchen wurde auf einmal ganz heiß und sie spürte, wie sie ganz naß wurde.

Die Zunge unterbrach einen Moment und eine Stimme sagte:

“Da wird jetzt aber ordentlich Schleim ausgestoßen!”

Dann machte er weiter, immer fester, immer intensiver. Schon längst hielt niemand mehr ihre Beine auseinander. Tina spreizte sie selbst, so weit sie konnte, und bog ihre Hüfte dem Mund entgegen. Funken rasten vor ihren Augen.

“Gleich!” keuchte sie. “gleich, ich komme gleich!”

Plötzlich hörte die Zunge auf. Enttäuscht jaulte Tina auf:

“Nicht aufhören, bitte weitermachen!”

Eine Stimme sagte hart:

“Erst wirst du uns sagen, was du bist, und uns dann bitten weiterzumachen und dich danach zu ficken!”

Tina war nicht mehr Herr ihrer Sinne, benommen stammelte sie laut:

“Ja, ich bin ein kleines Schweinchen, bitte leckt mein Schneckchen zu Ende, dann dürft ihr mich auch stramm durchficken!”

“Das wurde aber auch Zeit!” sagte eine Stimme trocken, und eine andere: “Die Fesseln brauchen wir jetzt nicht mehr!”

Tina wurde losgemacht und auf eine Decke am Boden gelegt. Sofort knieten wieder alle um sie herum. Einer krabbelte zwischen ihre Beine und Tina spreizte sie sofort weit auf. Dabei plapperte sie haltlos:

“Ja, leck mich weiter, leck meine Votze ordentlich, bitte!”

Zwei Hände zogen ihre Knie bis zum Gesicht hoch, dann spürte sie erneut eine neue Zunge in ihrem Honigtopf. Jemand flüsterte in ihr Ohr:

“Laut Bescheid sagen , wenn du spritzt. Wir wollen es alle hören!”

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BDSM Erstes Mal

Mit dem Nachbarn im Schrebergarten

Mit dem Nachbarn im Schrebergarten

Am Wochenende waren wir in den Garten gefahren um dort die Pflanzen zu gießen und ein wenig abzuschalten. Nachdem mein Freund die notwendigen Arbeiten erledigt hatte und wir dann nur noch am Abend den Garten sprengen mussten, beschlossen wir den Rest des Tages im Garten zu bleiben und das gute Wetter zu genießen.

Gegen Mittag bekam mein Freund einen Anruf von einem seiner Freunde wegen dessen PC und so fuhr er dann auch zu ihm und meinte, dass er danach zurückkommen würde um mich abzuholen, es aber wohl ein paar Stunden dauern, also später werden könnte…

Das machte mir aber weiter nichts aus, da ich ja meinen Bikini mit hatte und wir auch bereits etwas gegessen hatten. Also legte ich mich geschützt, so dass mich nur ein direkter Nachbar sehen konnte zum Sonnen auf eine Liege. Da mich dort sonst keiner sehen konnte und der gute Nachbar wohl nicht anwesend zu sein schien, da ich ihn den ganzen Morgen nicht gesehen hatte, ließ ich das Bikini-Oberteil einfach weg und sonnte mich oben ohne…

Beim Sonnen muss ich wohl kurz eingenickt sein, denn als ich die Augen wieder öffnete stand der Schrebergarten-Nachbar meiner angehenden Schwiegereltern über mich gebeugt und massierte mir meine Brüste, so dass ich kaum das ich meinen ersten Schock verdaut hatte auch schon lustvoll zu Stöhnen begann…

Er muss mich wohl schon etwas länger massiert haben, da ich nun auch spürte dass ich nicht nur feucht, sondern bereits nass vor Erregung geworden war. Er genoss es sichtlich meine Brüste zu massieren und grinste mich dabei an, während sich langsam ein dunkler Fleck auf meiner Bikini-Hose vergrößerte, den er auf Dauer nicht übersehen konnte, sollte er dorthin sehen, was er schließlich auch tat, da ich durch meine gestiegene Erregung nicht weiter ruhig liegen konnte…

Unter seinen Berührungen hatten sich meine Brustwarzen verhärtet, in welche er nun leicht zwickte, wodurch ich wiederum aufstöhnte, was er mit den Worten “Bist schon ein geiles Luder” begleitete und einen Finger in meinen Mund steckte und mich aufforderte ihn schön zu Lutschen, was ich dann auch tat.

Erst bewegte er seinen Finger ganz langsam in meinem Mund, dann etwas hin und her und zog ihn dann raus und massierte wieder meine Brüste, bis er mir wieder in meine Nippel kniff, wodurch ich wieder aufstöhnte…

Dann wanderte seine andere Hand tiefer und glitt zwischen meine Beine und als er seinen Blick dorthin drehte er, meinte er “Na du bist mir ja ein Früchtchen, schon ganz nass dein Teil” und kaum das er das gesagt hatte rieb er auch schon meine Klit so das ich noch lustvoller aufstöhnte und mich unter seinen Berührungen wand…

Dann war seine Hand auch schon unter meinem Bikini-Höschen und an meiner inzwischen nassen Möse, in die er direkt mit seinen Fingern eindrang und mich auch direkt leicht zu ficken begann, so das ich noch geiler wurde und schon leicht unter seinen Berührungen zu zucken begann. Die ersten Anzeichen für meinen Orgasmus…

Das merkte wohl auch er, denn nun hörte er auf seinen Finger zu bewegen, so das ich ihn zuerst, keuchend, leicht stöhnend, mit offenem Mund, anstarrte, als er meinte, das ich doch ein versaute Luder wäre, das wohl gefickt werden müsste.

Daraufhin konnte ich nur leicht stöhnend antworten “Ja, fick mich, bitte fick mich!”

Doch er lachte nur kurz, da er wohl wusste, dass er jetzt gewonnen hatte. Dann packte er mich an den Haaren und zog mich hoch, sodass ich nun vor ihm saß. Dann zog er seine Shorts kurz runter und mir sprang sein etwa wirklich 20 cm langer Schwanz entgegen, den er mir direkt in meinen Mund schob und mich in den Mund fickte. Ich schmeckte bereits seine ersten salzigen Spermatropfen…

Immer wieder stieß er seinen nun harten Schwanz in meinen Mund, während er meinen Kopf schön fest hielt. Immer tiefer stieß er zu, so dass ich teilweise bereits röchelte, was ihn aber nicht weiter störte, sondern meinen Kopf nur noch fester an sich zog, um noch tiefer in meinen Rachen zu ficken…

Schließlich zog er mich an den Haaren hoch und küsste mich auf den Mund und griff mir zugleich an meine Brust, so dass ich meinen Mund öffnete und er mir seine Zunge hinein drückte. Ich war hilflos und sehr erregt, was er weiter schamlos ausnutzte…

Dann drehte er mich kurz um und drückte meinen Oberkörper nach unten so das ich mich auf der Liege mit den Händen abstützen musste, dann hatte er auch schon meine Bikini-Hose an den Seiten geöffnet, so das diese zu Boden fiel, aber nur um mir umgehend seinen harten langen Schwanz in meine nasse Möse zu Stoßen, was ich mit einem lauten lustvollem Stöhnen quittierte…

Dann begann er mich mit harten, festen Stößen zu Ficken, genau so wie ich es mochte. Jeden Stoß quittierte ich mit einem lustvollen Seufzer, was ihn immer mehr anstachelte und seine Stöße immer tiefer und härter wurden. Dabei beschimpfte er mich als geiles Fickfleisch, und Gartenhure, der man es mal gründlich besorgen müsste…

Dann war es soweit, mein Orgasmus schüttelte mich und ich hatte Mühe unter seinen fortwehrenden Stößen stehen zu bleiben, bis auch er schließlich in mir abspritze und mir mehrere Schübe in meine Möse pumpte. Während sich seine Finger in meinen Hüften verkrallten…

Nachdem er sich etwas beruhigt hatte packte er mich am Arm und zog mich wieder, mit den Worten “Los lutsch ihn sauber du Schlampe”, auf die Knie vor seinen Schwanz und schob dann auch schon seinen Schwanz in meinen noch immer leicht geöffneten Mund und zog meinen Kopf fest an sich…

Als er mich dann los ließ, meinte er, das ich doch ein geiles, verficktes Luder wäre, das er nun öfters mal ficken würde und das ich mich ab sofort immer oben ohne sonnen sollte, wenn ich im Garten liegen würde, damit er auch etwas davon hätte und grinste dabei richtig unverschämt. Mir war klar dass er sonst wohl etwas gegenüber meinen Schiegereltern sagen würde und so beschloss ich dieses zukünftig auch zu tun…

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Mutter und Tante, Teil 2

Mutter und Tante, Teil 2

Teil 1: Added on: 2012-01-27 http://xhamster.com/user/mario2602/posts/82952.html

Added by:mario2602

Es ist noch ziemlich früh am Morgen, als meine Mutter aufwacht. Ich bin von letzter Nacht noch geschafft. Meine Mutter und meine Tante haben es mir so gut besorgt, daß ich länger schlafe, als sonst üblich. Meine Tante ist bereits wach. „Guten Morgen, Gudrun. Bist du auch endlich wach, du Schlafmütze.” „Ist das vielleicht ein Wunder? So toll, wie Klaus hat es mir schon lange Keiner mehr besorgt. Du kannst dir gar nicht vorstellen, wie sehr ich es gebraucht habe.” „Doch, ich kann es mir sehr genau vorstellen. Mir ging es bisher auch so. Seitdem ich vor drei Jahren geschieden wurde, hatte ich keinen Mann mehr. Und vorher ist bei uns im Bett auch nicht viel gelaufen.” „Ich hoffe, daß du weißt, daß es falsch ist, was wir hier machen. Wenn es jemals herauskommt, bekommen wir eine Menge Ärger.” „Keine Angst, von mir erfährt es bestimmt niemand. Ich möchte es schließlich nicht verderben. Ich will es noch sehr oft von ihm besorgt bekommen. Ich brauche nur an seinen Schwanz denken und schon werde ich feucht.” „Mir geht es genauso. Was hältst du davon, wenn wir uns bei ihm bedanken, daß er uns gestern so hervorragend durchgevögelt hat?” „Das ist eine sehr gute Idee. Und was hast du vor?” Meine Mutter nimmt die Bettdecke von meinen Körper. Im Schlafzimmer ist es, obwohl es noch früh am Morgen ist, sehr warm. Deshalb spüre ich es nicht. Langsam, ohne daß ich es merke, drehen sie mich auf den Rücken. „Wir werden ihm einfach Einen runterholen. Davon hat er bestimmt schon lange geträumt.” „Damit hast du bestimmt Recht, Gudrun. Ich glaube, jeder Mann träumt davon.” Die beiden Frauen fangen an, mich langsam und sehr zärtlich zu streicheln. „Guck’ nur, Christel. Sein Schwanz bewegt sich schon.” Bei dieser Behandlung werde ich sehr schnell wach. „Was, was ist denn los?” Ich bin noch nicht richtig wach und brauche einen Moment, um zu wissen, wo ich bin und was letzte Nacht vorgefallen ist. Meine Mutter legt sich neben mich, nimmt mich in ihre Arme und gibt mir einen Kuß. „Guten Morgen, mein Sohn.” „Morgen, Klaus.” Ich muß aufstöhnen. Christel streichelt meine Latte langsam von oben nach unten und zurück. Mit der zweiten Hand läßt sie meine Hoden auf ihren Fingerspitzen tanzen. Meine Tante ist unwahrscheinlich erfahren. Obwohl ihre Bewegungen nur sehr langsam und zärtlich sind, bin ich schon hin und weg. Jedes Mal, wenn ich es mir selbst besorgt habe, lösten solche Bewegungen nur wenige Gefühle bei mir aus, aber Christel versteht es in mir Lustgefühle zu wecken, die ich mir bis dahin nicht vorstellen konnte. „Und, macht es dir deine Tante gut? Ist es schön, was deine Tante mit dir macht? Mmhh? Schön?” Ich kann im Moment nicht reden. Ob ich will oder nicht, ich muß mich ganz und gar hingeben. Ihre Behandlung tut mir unwahrscheinlich gut. „Oh, Mutter! Christel ist soo guutt! Aahh!!” „Entspann’ dich, mein Sohn. Gib’ dich deiner Tante hin. Überlaß’ alles ihr.” „Klaus, du hast einen herrlichen Prügel. Weil du es uns gestern so toll besorgt hast, wollen wir uns dafür bedanken.” Christel hat angefangen, meinen Schwengel zu reiben. Mit sanften Fingern wichst sie ihn. Ich muß keuchen. Meine Mutter dreht meinen Kopf in ihre Richtung. „Sieh’ mich an. Sieh’ in meine Augen. Ich will in deine Augen sehen, wenn es dir kommt. Ich möchte sehen, wie du immer geiler und geiler wirst, so lange, bis es dir kommt.” Obwohl es mir sehr schwerfällt, tu’ ich ihr den Gefallen. „Jetzt kannst du richtig anfangen, Christel. Mach’ ihn jetzt fertig. Bring’ ihn zum Spritzen.” „Das werde ich. Ich hole jeden Tropfen aus ihm raus. Ich pump’ dir den Sack leer, mein Kleiner.” „Aber nicht zu schnell. Laß’ ihn noch etwas zappeln.” In den nächsten Minuten wichst Christel meinen Schwanz so raffiniert, daß ich das Gefühl habe, daß meine Latte gleich platzt. Ich kann nur noch keuchen und stöhnen. Meine Tante versteht es, meinen Höhepunkt immer wieder hinauszuzögern. Dabei sehe ich die ganze Zeit in das Gesicht meiner Mutter. „Mutter, ist das schön. So unglaublich schön. Sag’, aaahhh, sag’ Christel, sie soll mich endlich fertigmachen. Ouuaaa! Ich kann nicht meeehhhhrrr!!!” „Er ist bald soweit, Christel. Nimm’ seinen Schwanz jetzt in den Mund und blas’ ihm Einen, aber nicht zu stark. Er soll noch nicht spritzen.” Als ich das höre, schreie ich auf: „Doch! Mach’ mich endlich fertig. Bitte, bitte! Ich kann doch nicht ewig.” Aber obwohl ich Christel anflehe, hört sie nicht auf mich. Sie nimmt meinen Prügel in ihren Mund und bewegt ihren Kopf auf und ab. Dabei spielt ihre Zunge an meiner Eichel, eine Hand wichst meinen Schaft, und die Andere spielt mit meinen Eiern. Ich werde bei dieser Behandlung fast wahnsinnig. Ich versuche meinen Schwanz in ihren Mund zu stoßen, um endlich Erlösung zu finden. Aber meine Mutter legt sich auf mich und hält mich fest. Dabei sieht sie mir weiterhin in meine Augen. „Ich sehe genau, wie es dir geht. Genauso toll haben wir uns gestern auch gefühlt. Christel, mach’ ihn jetzt fertig. Er ist soweit.” Sofort werden die Bewegungen schneller und fester. Diese Behandlung ist zuviel. Ich schließe meine Augen und gebe einen Schrei von mir. „Du sollst mir in die Augen sehen. Sieh’ mich an.” Ich öffne wieder meine Augen und sehe meine Mutter an. In diesem Moment spüre ich den Saft in mir aufsteigen. Deshalb versuche ich Christel zu warnen. Ich kann mir nicht vorstellen, daß ich ihr in den Mund spritzen darf. »Christelll!!! Ich, ich kooooommmmeeee!!!!!” Ich kann es nicht verhindern. Ich schieße meinen ganzen Saft in ihren Rachen. Meine Tante schluckt es. Jeden Tropfen holt sie aus mir heraus. Einen solchen starken Abgang hatte ich noch nie. Ich habe das Gefühl, daß mein Höhepunkt überhaupt kein Ende mehr findet. „Mach’ ihn fertig. Hol’ ihm jeden Tropfen aus seinen Eiern.” Während Christel weiter an meiner Latte saugt, komme ich zu einem weiteren Orgasmus. Daß auch Männer mehrmals zum Höhepunkt kommen können, habe ich bis dahin nicht gewußt. „Ja, mein Schatz. Laß’ es kommen. Es macht mich unwahrscheinlich scharf zu sehen, wie es dir kommt.” Ich bin fix und fertig. Als mein Höhepunkt abgeklungen ist, bin ich so geschafft, daß ich sofort einschlafe. „Sieh’ dir das an, Christel. Du hast ihn geschafft. Ich habe noch nie gesehen, daß er so fertig war.” „Er ist abgegangen wie eine Rakete. Ich mußte noch nie so viel schlucken. Aber ich war auch schon lange nicht mehr so scharf. Es war toll zu erleben, daß ich ihn fast zum Wahnsinn getrieben habe.” „Mich hat es auch ziemlich erregt. Komm’ zu mir. Laß’ es uns gegenseitig besorgen.” Christel legt sich neben meine Mutter. Beide lassen ihre Hände auf Wanderschaft gehen. In den nächsten paar Minuten treiben sich die Beiden immer näher zum Höhepunkt. „Gudrun, du bist phantastisch. Mir geht gleich Einer ab.” „Mir, mir kommt es auch gleich. Christel!! Es, es kommt!! Aaahhh!!!” „Mir auuuch!!! Jetzztttt!!!” „War das gut. Aber ich könnte noch mal.” „Ich auch.” „Ich habe da eine Idee.” Meine Mutter steht auf und geht zu einer Kommode. Aus Dieser holt sie einen dicken und vor Allem langen Doppeldildo. „Was hast du denn mit diesem Monstrum vor?” „Laß’ dich überraschen. Dreh’ dich um und mach’ deine Beine ganz breit.” „Und jetzt? Willst du mir vielleicht das Riesending ganz in meine Möse schieben?” „Nein, das wäre auch für dich zuviel. Halt’ einfach still.” Meine Mutter nimmt den Dildo und schiebt ihn ganz langsam in die weitoffene Pflaume meiner Tante. Christel, stöhnt auf, als der Vibrator ihre Schamlippen auseinanderdrückt und immer tiefer gleitet. „Aaahh, tut das guuut.” „Warte nur ab. Es wird noch viel besser.” Der Dildo ist fast zur Hälfte in ihr verschwunden. „Er, er ist ganz drin. Stop. Nicht weiter.” Meine Mutter bewegt ihn ein paarmal hin und her. Sofort hat meine Tante den nächsten Höhepunkt. Als sie sich wieder etwas beruhigt hat, legt sich meine Mutter verkehrtherum zwischen ihre Beine. Sie nimmt das andere Ende und führt es in ihre Möse. Auch sie kommt sofort zum Orgasmus. „Mann, ist das ein geiles Gefühl.” „Warte nur ab. Es wird noch viel, viel besser. Beweg’ dich. Laß’ uns ficken.” Beide Frauen lassen ihre Unterkörper rotieren. Ihr Stöhnen und Keuchen wird immer lauter. „Oh, Gudrun, das ist ja herrlich. Ich glaube, ich schaffe mir auch so einen Knüppel an.” Ihre Bewegungen werden immer schneller und hektischer. „Gudrun. Es ist gleich soweit. Ich, ich, ich koooommmmme!!!!” Der Körper meiner Tante zuckt unkontrolliert, als ein gewaltiger Höhepunkt über sie hereinbricht. Meine Mutter bewegt sich immer wilder. Dadurch treibt sie meine Tante von einem Orgasmus zum Nächsten. „Hör’…, hör’bitte auf. Aaaahhh!!!! Ich kann doch nicht mehr. Ouuuaaaa!!! Oohhh! Nicht mehr. Oh, neinnn!!!” Aber meine Mutter vögelt sie weiter. Meine Tante ist einer Ohnmacht nahe. Sie liegt nur noch ganz still da. Mit weitgespreizten Beinen läßt sie sich von dem Dildo bumsen. Plötzlich schreit auch meine Mutter auf. „Es kommt!!! Jetttzttt!!!!” Auch ihr Unterleib zuckt wie wild, als sie zum Höhepunkt kommt. Meine Tante schläft schon, während sich meine Mutter zu einem weiteren Orgasmus vögelt. Auch sie schläft ein, ohne den Vibrator aus ihrer und der Pflaume meiner Tante zu ziehen. Wir schlafen bis zum Mittag durch, so geschafft sind wir. Da Keiner von uns Lust hat, Essen zu kochen, fahre ich nach dem Duschen zum nächsten Imbiß, um uns etwas zu holen. Während des Essens erzählt mir meine Tante, daß in der Zwischenzeit, ihre Tochter angerufen hätte. „Ich habe ihr den Vorschlag gemacht, daß sie die nächsten zwei Wochen ihres restlichen Urlaubs bei uns verbringen kann. Könntest du nach dem Essen hinfahren und sie abholen?” fragt mich meine Mutter. Im ersten Moment freue ich mich über die Nachricht, und ich sage sofort zu. Aber dann fällt mir ein, daß ich dadurch natürlich keine Gelegenheit mehr haben würde, mit meiner Tante und mit meiner Mutter zu vögeln. Ich muß ziemlich enttäuscht aussehen. „Was hast du denn plötzlich? Ich habe gedacht, daß du deine Cousine recht gern hast und dich darüber freuen würdest, ein paar Tage mit ihr zu verbringen?” „Ich glaube, ich weiß, was ihn bedrückt. Er hat Angst, daß er es nicht mehr mit uns treiben kann, wenn Yvonne hier im Haus ist.” „Stimmt das?” Ich nicke. Meine Tante nimmt mich in den Arm und gibt mir einen Kuß. „Keine Angst, du wirst bestimmt nicht unbefriedigt einschlafen. Dazu bin ich viel zu scharf auf dich.” „Ich auch. Wir werden schon Mittel und Wege finden, um uns von dir durchvögeln zu lassen.” Ich bin beruhigt und fahre los, um meine Cousine abzuholen. Ich muß eine Stunde fahren, bis ich endlich an ihrer Haustür klingeln kann. „Hallo Klaus. Ich freue mich, dich endlich wiederzusehen.” Yvonne fällt mir um den Hals und strahlt mich an. Auch ich freue mich sie zu sehen. Und ich bin erstaunt, welche Verwandlung Yvonne im letzten Jahr durchgemacht hat. Aus ihr ist eine wunderschöne, junge Frau geworden. Ich bin mir sicher, daß die Männer Schlange bei ihr stehen. Sie hat, wie ihre Mutter, sehr schöne Beine und einen Busen, der nicht gerade klein ist. Und dann erst ihr Hintern! Woow! Von einem solch knackigen und runden Po habe ich immer geträumt. Yvonne hat schon ein paar Sachen zusammengepackt, so daß wir sofort losfahren können. Während der Fahrt nach Hause albern wir herum und ich stelle fest, daß Yvonne und ich auf derselben Wellenlänge liegen.

Ich schaffe es rechtzeitig, zum Kaffeetrinken daheimzusein. Da das Wetter wieder heiß und sonnig ist, sitzen wir bis zum Abend auf der Terrasse. Erst als man draußen nichts mehr sehen kann, gehen wir ins Haus. Yvonne und meine Mutter sitzen auf dem 2-Sitzer, Christel und ich auf dem anderen Sofa. Es fällt mir sehr schwer, meine Hände ruhig zu halten. Meine Tante trägt ein T-Shirt, das ziemlich klein ausfällt und einen Minirock, der mehr zeigt, als verhüllt. Dadurch, daß meine Tante fast den ganzen Tag in der Sonne war, sind ihre Beine leichtgebräunt. Sie bemerkt sofort, wie sehr ihr Anblick mich erregt. Um mich noch mehr anzuschärfen, spreizt sie ihre Beine leicht. „Muß das sein? Du weißt doch ganz genau, wie sehr mir deine Beine gefallen.” „Deswegen mache ich es doch. Ich bin auch schon ziemlich scharf. Am liebsten würde ich dich sofort vernaschen.” Christel legt mir eine Hand auf meinen Oberschenkel. Sofort bekomme ich einen Steifen. „Christel, bitte nicht. Denk’ doch bitte an deine Tochter. Warte doch wenigstens, bis wir alleine sind.” „Solange kann ich nicht mehr warten. Und wenn meine Tochter nicht gerade blind und taub ist, hat sie schon längst begriffen, was hier los ist.” Wir haben die ganze Zeit so leise gesprochen, daß die anderen Beiden es nicht hören konnten. Christel sieht mir in die Augen und gibt mir einen langen, zärtlichen Kuß. Ich spüre, wie mein Widerstand dahin schmilzt. Ihr Kuß wird immer fordernder. Sie hat ihre Hand inzwischen auf meinen Schwanz gelegt und streichelt ihn. Unter ihren erfahrenen Händen fängt er an zu zucken. Christel nimmt meine Hand und schiebt sie unter ihr T-Shirt. Sofort fange ich an, mit ihren Knospen zu spielen. Ich bin inzwischen so geil, daß es mich nicht mehr stört, daß Yvonne uns zusieht. Meine Tante öffnet meine Hose und faßt hinein. Langsam und vorsichtig reibt sie meine Latte. Christel wichst mich so, daß ich nicht sofort spritze. Bei dieser Behandlung werde ich zwar immer schärfer, aber ich bin mir sicher, daß ich es noch lange aushalte. Ich schiebe meine andere Hand unter ihren Rock. Christel öffnet ihre Schenkel noch weiter. Ich bekomme ihre schon sehr nasse Möse zu fassen. Meine Tante hat weder einen BH noch einen Slip an. Langsam lasse ich meine Finger durch die ganze Länge ihrer Spalte gleiten. Ich reibe ihre Schamlippen und spiele an ihrem Kitzler. Immer wieder schiebe ich zwei Finger in ihre Pflaume. Meine Tante ist inzwischen so erregt, daß sie ihre Hand aus meiner Hose genommen hat und sich ganz ihrer Lust hingibt. Yvonne ist anscheinend schockiert über das, was ihre Mutter und ich treiben. „Ich bin müde. Am Besten ich gehe zu Bett.” Meine Cousine versucht aufzustehen. Meine Mutter hält sie zurück. „Was hast du denn? Stört es dich, daß Klaus deine Mutter verwöhnt?” „Aber das geht doch nicht. Sie sind doch miteinander verwandt.” Yvonne klingt ziemlich entrüstet. „Das ist schon richtig, aber nur sehr weitläufig. Wenn man es richtig betrachtet, ist sie noch nicht einmal seine Tante. Außerdem denk’ doch einmal daran, wie lange deine Mutter ohne Mann auskommen mußte. Und sie ist doch auch nur eine Frau mit Gefühlen.” „Eigentlich hast du recht.” „Bist du vielleicht eifersüchtig?” Yvonne wird etwas rot. „Ein ganz kleines bißchen.” „Keine Angst. Deine Mutter wird ihm schon nichts abbeißen.” Yvonne sieht dabei zu, wie ich ihre Mutter immer mehr aufgeile. Meine Mutter schiebt beide Hände unter das T-Shirt meiner Cousine. Sie ist von unserem Liebesspiel so fasziniert, daß sie es sich gefallen läßt. „Du hast einen tollen Busen.” Meine Mutter gibt ihr einen zärtlichen Kuß und streichelt ihre Brüste. „Hast du das gerne? Macht dein Freund das auch mit dir?” „Ich habe schon seit einem halben Jahr keinen Freund mehr.” Inzwischen habe ich den Rock meiner Tante ganz nach oben geschoben, knie zwischen ihren Schenkeln und lecke ihre Möse. Ihr Stöhnen wird immer lauter. Sie schiebt mir ihren Unterkörper immer weiter entgegen. Ihr ganzer Körper dreht und windet sich. Mit beiden Händen drückt sie meinen Kopf auf ihre Scham. „Siehst du, wie sehr es deiner Mutter gefällt? Und was ist mit dir? Bist du auch schon feucht?” Meine Mutter läßt ihre Hand in die Shorts meiner Cousine gleiten. Im ersten Moment zuckt Yvonne zusammen, als die Finger ihre Schnecke berühren. „Entspann’ dich, Yvonne. Halt’ einfach nur still und genieße es.” Meine Mutter weiß anscheinend ziemlich genau, was meine Cousine jetzt braucht, denn sie legt sich gegen meine Mutter, spreizt ihre Beine und genießt die Finger in ihrer Spalte. „Aber Tantchen! Ich glaube nicht, daß wir es machen sollten.” „Warum nicht? Gefällt es dir nicht?” „Ouuaaa! Oh, doch. Es ist einfach himmlisch. Aaahhh! Mach’ bitte weiter. Es ist so schön.” Inzwischen habe ich es geschafft, meiner Tante ihren ersten Orgasmus zu besorgen. „Mach’ weiter. Hör nicht auf, Klaus. Besorg’ es mir. Ich gehöre ganz und gar dir. Es ist mir egal, wie. Hauptsache du machst mich richtig fertig!” Auch ich bin so geil, daß ich mich nicht mehr beherrschen kann. Ich reiße mir meine Hose förmlich vom Leib, werfe mich auf sie und hau’ ihr mit einem wuchtigen Stoß meinen Pint in ihre Möse. Christel schreit vor Lust auf. „Aaahhh!!! Oh, jaaa!!! Bums’ mich. Vögle mich durch. Härter, härter und schneller!” Ich drücke ihre langen Beine so weit nach hinten, daß sie fast neben ihrem Kopf liegen. In dieser Position kann Christel sich zwar nicht bewegen, aber das ist mir völlig egal. Anscheinend gefällt es ihr sehr gut, einfach nur stillzuliegen und sich bumsen zu lassen. „Siehst du, wie Klaus deine Mutter vögelt? Wie sein Schwanz ihre Pflaume zum Kochen bringt? Oh, guck’ doch nur, wie er sie so richtig durchfickt.” Das ist zuviel für meine Cousine. Sie kommt zu einem gewaltigen Orgasmus. Kurz nach ihr kommt auch ihre Mutter, und ich bin etwas enttäuscht. Ich habe gehofft, gleichzeitig mit ihr zu kommen. Der Orgasmus meiner Tante nimmt kein Ende. „Mach’ weiter. Hör’ nicht auf! Ich habe einen Orgasmus nach den Anderen!! Ooohhh!!!” „Was ist, Yvonne? Möchtest du nicht auch mit ihm bumsen?” „Aber Gudrun!!” „Na was ist? Soll Klaus es dir mal besorgen?” Yvonne nickt. „Na, dann geh’ doch zu ihm.” „Aber ich kann doch nicht einfach hingehen und zu Klaus sagen: „Hier bin ich.” „Warum denn nicht. Nun geh’ schon.” Christel ist ziemlich geschafft und ich spüre, daß ich ihr nur wehtun würde, wenn ich weitermachen würde. In diesem Moment bemerke ich Yvonne neben mir. Ich habe überhaupt nicht mehr an sie gedacht. Meine Cousine zieht sich aus, setzt sich breitbeinig neben ihre Mutter und sagt: „Fick’ mich. Mach’ es mir auch.” Im ersten Moment bin sehr überrascht, aber als ich ihren herrlichen Körper sehe, verliere ich meine letzten Hemmungen. Ich spreize ihre Beine noch weiter und fange an, ihre nasse Möse mit der Zunge zu bearbeiten. „Ja, oh ja! Leck’ mich. Leck’ meine Pussy.” Ihre Pflaume schmeckt herrlich. Am liebsten würde ich meinen Schwengel in ihr Loch stecken und sie bumsen. Aber ich weiß auch, daß ich so aufgedreht bin, daß ich sofort spritzen würde. Und das möchte ich Yvonne nicht antun. Ich habe mich in meine Cousine verguckt und möchte sie richtig schön verwöhnen. Sie soll voll auf ihre Kosten kommen und diesen Tag nicht so schnell wieder vergessen. Ich lecke Yvonne zwanzig Minuten, und sie hat dabei mehrere Höhepunkte. Ihr Körper dreht und windet sich so hin und her, daß ich Schwierigkeiten habe, dafür zu sorgen, daß sie nicht vom Sofa rutscht. Meine Tante ist inzwischen zu meiner Mutter gegangen und bearbeitet deren Pflaume auch mit ihrer Zunge. Ich habe mich wieder etwas beruhigt und kann es kaum noch erwarten, meinen Pint in das enge Loch meiner Cousine zu stecken. Nachdem sie ein weiteres Mal zum Orgasmus gekommen ist, kann ich nicht mehr länger warten. Mit einem einzigen Stoß hau’ ich meinen Prügel in ihre Schnecke. „Endlich! Das tut gut! Fick’, fick’ mich! Dein Schwanz ist so dick. Du füllst mich ganz aus. Bums’, bums’ mich durch. Aaaaahhh!!!” Yvonne ist sehr eng gebaut. In einer so engen Möse kann ich mich nicht mehr beherrschen. Ich bin nur noch Schwanz. Ich ficke sie wie ein Stier. „Jaaa, jaaaa!!! Fick’ mich hart. Härter! Härter und schneller! Ouaaaa!! Ich koommmeee!!!” Auch ich bin soweit. Mitten in ihren Orgasmus spritze ich ab. Yvonne und ich sind restlos fertig. Auch meine Mutter muß gleichzeitig mit uns gekommen sein. Sie liegt schweratmend auf dem Sofa. Meine Tante holt noch die letzten Tropfen aus ihrer Fotze. Yvonne nimmt mich in ihre Arme. „Du warst einmalig. Du hast mich so gut durchgevögelt, daß ich bestimmt die nächsten Tage nur noch breitbeinig laufen kann.” Nachdem wir uns Alle etwas beruhigt haben, gehen wir zu Bett. Da das Bett meiner Mutter für vier Personen zu klein ist, schläft Yvonne mit mir in meinem Bett, und Christel teilt sich das Bett mit meiner Mutter.(xStoryArchiv)

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La crociera di Senior 01

Finalmente la nave salpò dal porto di Savona per quella benedetta crociera che facevamo per festeggiare i 20 anni di matrimonio. Avevamo una bella cabina esterna, molto confortevole. Il primo giorno volò via tra bagagli da sistemare, saluto del capitano e spiegazioni circa la vita a bordo. In tarda serata, stanchi ci ritirammo a riposare.

La mattina successiva fu dedicata ad una visita organizzata a Barcellona,mentre il pomeriggio preferimmo recarci in piscina. Proprio vicino a noi c’erano i nostri vicini di cabina. Soliti convenevoli e poi ognuno per i fatti suoi a fare una bella nuotata e a sdraiarsi per rilassarsi e godersi la vacanza. Verso le 19.00 ci ritirammo in cabina per prepararci per la serata.

Se ti va, mi disse mia moglie Ester, potremmo unirci ai nostri vicini per trascorrere la serata; sono pure loro qui a festeggiare i 20 anni di matrimonio; ho parlato un po’ con Clara, sai sono di Bologna e per loro, pensa è già la quarta crociera.

Non sollevai obiezioni, la prima impressione era che fossero persone gioviali, di compagnia insomma. Il fatto poi che già erano stati in crociera era per noi positiva in quanto eravamo alla nostra prima esperienza.
Fatto sta che ci incontrammo per la cena. Ester aveva indossato un pantalone celeste di lino e una blusa blu, molto semplice ma ben curata. Clara invece aveva una gonna che le arrivava poco sopra il ginocchio e una camicetta bianca leggermente sbottonata, quel tanto da far ammirare un po’ del suo bel seno. Ci sedemmo ad un tavolo e cenammo conversando delle solite banalità. Quello che invece era meno banale era l’atteggiamento di Clara: sedendosi aveva portato con le mani la gonna indietro scoprendo completamente le gambe, ed era un bel guardare. Dopo cena ci recammo ad ass****re ad uno spettacolo di cabaret, discreto, interessante principalmente per la mia vicina: oltre a mostrare due belle gambe,la camicetta, per chissà quale miracolo, era più aperta di prima, si vedevano parte dei seni fasciati da un reggiseno bianco. Verso la fine dello spettacolo si esibì una bella ragazza, molto ben fatta, in un burlesque, uno spogliarello insomma. La ragazza era proprio molto bella e brava e riscosse anche molto successo; nei miei pantaloni, e non solo nei miei, si notava un evidente rigonfiamento.

Ecco i soliti maschietti che strabuzzano gli occhi appena vedono un po’ di nudo, esordì Clara rivolta al marito, sai benissimo che riuscirei a farlo anch’io e ti assicuro con un risultato altrettanto buono.

Franco non replicò e la questione finì lì. Più tardi ci intrattenemmo a parlare ancora un po’,io e Franco del solito argomento, il calcio e le signore dei loro soliti argomenti penso gossip e pettegolezzi vari. A mezzanotte ci avviammo verso le nostre cabine. Mi raccomando pensaci e fammi sapere, disse Clara a mia moglie prima di entrare nella sua cabina.

Cosa voleva Clara, chiesi a mia moglie.
Oh, niente, rispose evasiva mia moglie, ma notai che era pensierosa. Ci mettemmo a letto e spensi la luce.

Sai, disse Ester, mi ha detto che anche loro a volte si riprendono mentre fanno l’amore. Il marito a volte li mette in forma anonima su internet, mi ha detto che un loro filmato è stato scaricato da quasi 30.000 persone; solo che la maggioranza dei filmati non viene bene perché la telecamera è fissa, e spesso per pensare al filmato non riescono neanche a concludere l’atto. Insomma mi ha chiesto se eravamo disposti a riprenderli. Eventualmente loro avrebbero ricambiato la cortesia. Tu cosa ne pensi?
Non saprei, le risposi, ma poi siamo sicuri che vogliono solo quello e non altre cose?
Mah, possiamo sempre ritirarci in buon ordine.
E quando avverrebbe la cosa?
Anche adesso, basta che facciamo presto e li avvisiamo subito, mi ha detto di dare tre colpi alla parete divisoria della cabina.
Ma poi a te andrebbe di essere ripresa da loro mentre ti chiavo o mi fai uno dei tuoi splendidi bocchini.
Veramente un po’ di vergogna l’avrei, ma non so, può darsi che dopo aver visto loro all’opera mi passi. Io dico proviamo, tanto al massimo vedremo chiavare due persone da vicino come in quel locale di Parigi, ricordi? Quando tornammo in albergo me la facesti diventare di fuoco!!
Va bene, dai quei tre colpi alla parete, dissi accendendo la luce, e vediamo come si mettono le cose.

Mia moglie si alzò e diede il segnale convenuto, dall’altra parte si sentiva la voce di Clara che ci invitava ad andare in cabina da loro. Feci capolino dalla porta e quando vidi la loro porta aprirsi feci un cenno a mia moglie di uscire e la seguii nella cabina. Mia moglie ed io eravamo in tenuta da “sonno” pigiama e camicia da notte.
Clara invece indossava un babydoll di pizzo nero,sotto solo un perizoma trasparente; una bella donna sulla cinquantina, un bel culo e un seno abbondante, almeno una quarta, anche se un po’ cadente, sembrava la fotocopia di mia moglie; Franco stava a torso nudo in pantaloncini. Più o meno avevamo anche noi la stessa corporatura. Erano ben attrezzati, quattro faretti messi ai lati del letto che lo illuminavano da tutte le posizioni.
Franco mi diede la videocamera, mi chiese se la sapessi maneggiare. Era lo stesso modello della mia, lo rassicurai. Avevano delle maschere e ci consigliarono di indossarle. Non volevano che semmai un riflesso in uno specchio avesse reso uno di noi riconoscibile e proprio a lato del letto c’era uno specchio piuttosto grande.
Ester si accomodò su una poltroncina, vicino a me ed io, quasi per scherzo dissi: ciak si gira, avviando la registrazione. Prima ancora che iniziassero, su suggerimento di Franco, feci un primo piano su Clara facendo scorrere l’obbiettivo lentamente dal basso verso l’alto e poi a ridiscendere e girarle attorno riprendendola da dietro, principalmente il culo che era fantastico (me lo diceva anche il cazzo che si era indurito).

Franco si avvicinò alla moglie abbracciandola e baciandola in bocca, con le mani le carezzava il culo. Clara si avvinghiava al marito e infilava la mano nei sui pantaloncini. Si sedette sul bordo del letto, Franco si abbassò i pantaloni e Clara,afferrato il cazzo del marito se lo porto alla bocca ed iniziò a fargli un pompino. Con una mano gli massaggiava le palle mentre muoveva la testa avanti e indietro, il cazzo spariva completamente nella bocca della donna per poi riapparire di nuovo. Andarono avanti alcuni minuti e io più di una volta mi avvicinai con l’obbiettivo. Sempre con la moglie seduta sul letto Franco le sfilò lo slip le allargò le gambe e mi fece un cenno, capii ed effettuai un zoom tra le cosce di Clara a riprenderne la fica, Franco con le mani divaricò le labbra perché la si vedesse completamente. Poi si inginocchiò a cominciò a leccarla, Clara cominciò a gemere dal piacere, con le mani si toccava il seno e massaggiava i capezzoli. Si mordeva le labbra.
Cambiando spesso posizione davo ogni tanto uno sguardo a mia moglie e notai che anche lei aveva cominciato ad eccitarsi.
Clara si mise a pecora sul letto, le feci un’inquadratura del culo e della fica, Franco si stava posizionando quando uno dei faretti si abbassò e non si riusciva a tenerlo in posizione. Ester allora si alzò e venne a tenere il faretto in posizione. Franco avvicinò il cazzo alla fica della moglie e cominciò a chiavarla. All’inizio infilava il cazzo e poi lo sfilava completamente, si vedeva la cappella che penetrava in fica per poi riuscirne, e questo per sei, sette, otto volte. Clara gemeva dal piacere e lo incitava a chiavarla ancora più forte. Dai sfondami, diceva, la prossima volta devi mettermi qualcosa in bocca e nel culo, voglio essere piena dappertutto, dai, dai, dai.
Quando venne emise un urlo, Franco venne anche lui e riempì di sperma la moglie, poi si tolse e volle che riprendessi la fica della moglie mentre le colava lo sperma.

Guardai mia moglie e mi fece un segno di assenso, mentre loro si ricomponevano andammo nella nostra cabina per prepararci. Le dissi di indossare la camicia trasparente.
Non mi va, mi rispose. Mi vergogno ad essere guardata, a freddo, da un altro uomo; che poi mi veda anche nuda ma quando mi hai eccitata per bene.
Franco portò i faretti, Clara si sistemò a tenerne uno in mano, diedi a Franco la mia videocamera ed iniziammo lo spettacolo. Ripetei praticamente le stesse scene che avevo ripreso prima, con la sola variante che infilai il cazzo anche in culo a mia moglie, giusto alcuni colpi, prima di chiavarla nella fica.
Finito il tutto ci salutammo e se ne andarono nella loro cabina.
Ester volle rivedere alcune scene del nostro filmato.
Sii sincero, mi disse, ti piace Clara? Ho visto che ti si è indurito il cazzo quando la riprendevi.
Certo che è diventato duro, solo a un impotente non si sarebbe alzato e poi Clara, devi convenire, è una bella “gnocca”, ti rassomiglia come fisico, solo che il tuo seno è molto più bello, più tondo e sodo. E questo lo sai perché te ne vanti spesso, tacendo ovviamente che il culo di Clara era più tondo e pieno.
Sorrise contenta per i complimenti e felice si fece chiavare di nuovo.

By Senior